«Il turismo sostenibile resta centrale per lo sviluppo»

19 Settembre 2018

OCRE. Il turismo sostenibile rimane centrale nelle politiche di sviluppo turistico delle Regioni. È quanto emerso dal seminario nazionale sul turismo sostenibile organizzato dalla conferenza della...

OCRE. Il turismo sostenibile rimane centrale nelle politiche di sviluppo turistico delle Regioni. È quanto emerso dal seminario nazionale sul turismo sostenibile organizzato dalla conferenza della Regioni al monastero Santo Spirito a Ocre, nell’Aquilano. «La sostenibilità è una scelta e la scelta richiede credibilità» ha detto il presidente vicario della Regione Abruzzo e coordinatore degli assessori regionali Giovanni Lolli che ha annunciato per oggi un incontro con il ministro del Turismo Gian Marco Centinaio. «Al ministro», ha detto Lolli, «anticiperò che le Regioni sono pronte a redigere il decalogo del turismo sostenibile, frutto delle esperienze delle singole regioni e delle risultanze del seminario di oggi».
Sul fronte delle imprese turistiche c'è però ancora molto da lavorare. «Non possiamo chiamare sostenibile ciò che preesisteva e non è tale solo per renderlo più accattivante - ha aggiunto Lolli». «Gli elementi essenziali del turismo sostenibile vanno dalle eccellenze delle singole regioni alla rete delle infrastrutture turistiche che non sono solo le vie di collegamento, ma anche le piste ciclabili, I sentieri di montagna, i servizi. Se riusciamo a crescere su questo fronte l'Abruzzo e le regioni hanno grande possibilità di incrementare il prodotto turistico e dare risposte al territorio». In tal senso, l'Abruzzo ha mostrato incoraggianti segnali di novità a partire dalla sottoscrizione del Contratto istituzionale di sviluppo (Cis), il primo in materia turistica sottoscritto in Italia, e che interesserà prevalentemente il comparto della montagna e borghi. Gli altri due Cis sono stati siglati per la Val d'Agri e per Pompei. Per Lolli fondamentale è la collaborazione fra operatori pubblici e privati. E il Cis, con l'abbattimento di passaggi amministrativi, consente l'utilizzo di risorse che gli enti non sono ancora riusciti a spendere abbinate a quelle di imprese interessate e in grado di investire.
Lolli ha infine messo in guardia addetti ai lavori e non «sul rischio di fare retorica parlando di sostenibilità, parola abusata negli ultimi tempi. Il termine deve invece suggerire un diverso approccio e invitare ad una riflessione: non siamo di fronte ad un segmento ma ad una scelta di fondo generale». Si tratta, ha aggiunto, di «un processo di trasformazione che va incentivato e accompagnato, non può essere e non deve essere lasciato solo all'iniziativa di singoli operatori coraggiosi: deve diventare un progetto di sistema, una strategia concertata e condivisa, un modello di sviluppo. E l'istituzione regionale può svolgere proprio il compito di mettere insieme operatori, prodotti e strumenti».