Il Wwf chiede al Tar di fermare Ombrina: troppe incongruenze
PESCARA. La battaglia contro Ombrina Mare prosegue attraverso le vie giudiziarie. Il Wwf ha presentato un ricorso al Tar Lazio nel quale chiede l'annullamento, previa sospensiva, del decreto...
PESCARA. La battaglia contro Ombrina Mare prosegue attraverso le vie giudiziarie. Il Wwf ha presentato un ricorso al Tar Lazio nel quale chiede l'annullamento, previa sospensiva, del decreto ministeriale n. 172 del 7 agosto scorso che nei fatti apre la strada alla realizzazione dell’impianto petrolifero al largo della costa teatina, e della relativa Autorizzazione integrata ambientale (Aia).
Il ricorso è stato depositato dall'avvocato Francesco Paolo Febbo che ha ripercorso l'intero iter, partito nel 2009, rilevando le «incongruenze» nella procedura amministrativa. Ad esempio al Wwf appare del tutto al di fuori delle normative vigenti lo stato di “limbo” nel quale la procedura è stata lasciata per due anni all'indomani del primo parere del 2010, che era stato negativo con preavviso di rigetto. A quel punto la ditta proponente, allora Medoil, avrebbe dovuto presentare una istanza ex novo, se ancora interessata. Invece dopo il cosiddetto decreto Passera, c'è stato il riavvio del procedimento di valutazione. «Al di là di tutto», conclude Dante Caserta vice presidente Wwf, «Ombrina Mare rappresenta un antidemocratico tentativo di imporre a un territorio e a migliaia di cittadini».

