Imprese balneari: basta proroghe

20 Gennaio 2016

PESCARA. «Il settore balneare non può continuare a vivere nel precariato delle proroghe. È necessario che le istituzioni, a partire dalla Regione Abruzzo, si adoperino subito per una legge che ponga...

PESCARA. «Il settore balneare non può continuare a vivere nel precariato delle proroghe. È necessario che le istituzioni, a partire dalla Regione Abruzzo, si adoperino subito per una legge che ponga fine a questo stillicidio». Lo ha affermato il presidente regionale dei balneari di Fiba-Confesercenti, Giuseppe Susi, nell’assemblea dell’associazione ieri a Pescara alla presenza di Giovanni Lolli, vicepresidente della Regione Abruzzo e coordinatore del Turismo per le Regioni italiane nell'ambito della Conferenza Stato-Regioni. «Si deve procedere subito ad individuare una nuova norma che possa interrompere l'iter della sentenza della Corte di Giustizia attesa per la tarda primavera quando cioè le imprese saranno già al lavoro, evitando così di aggiungere tensione in un settore che, sotto pressione da anni, rischia di esplodere da un momento all'altro. Si deve formalizzare in modo adeguato e certo» ha spiegato Susi «il principio che alle imprese balneari deve essere riconosciuto il congruo valore di impresa, approssimante il valore di mercato, che è intrinseco al fatto che le stesse sono di proprietà di chi le ha create e gestite, e che deve rappresentarne il ristoro al concessionario in caso di perdita coattiva dell'impresa».

«Bisogna dare una interpretazione definitiva e moderna al concetto di facile e difficile rimozione» ha aggiunto il vicepresidente di Fiba Antonio La Torre «così da evitare che le iniziative di incameramento, comunque e a qualsiasi costo in corso da parte di varie Agenzie del Demanio, esasperino ulteriormente una situazione». L'assessore Lolli ha annunciato che ci sarà un nuovo incontro nella Conferenza Stato-Regioni «e stiamo lavorando affinché possa essere rianimato un settore che di fronte all’incertezza ed al precariato ha smesso di investire».

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