Imprese, via alle domande per gli incentivi “verdi”

Lolli presenta il regolamento per aderire al patto di sostenibilità Aiuti e premialità alle industrie che rispettano le buone pratiche ambientali
PESCARA. Da ieri, dopo otto mesi dalla presentazione, è possibile presentare la domanda per aderire alla Carta di Pescara, un “patto", tra la Regione Abruzzo e le imprese, per fare da volano a quelle aziende che vogliono coniugare la propria capacità di produzione, con sistemi ecosostenibili. Insomma, industrializzazione sempre più avanzata, però a braccetto con l’ambiente. Le modalità per l’adesione alla “Carta”, davanti ad una platea di un centinaio di imprenditori, sono state presentate ieri a Pescara, nei locali della Fater, dal vicepresidente della giunta regionale, con delega alle attività produttive, Giovanni Lolli, dalla direttrice generale della regione Abruzzo, Cristina Gerardis, e dal direttore del dipartimento Lavoro, Tommaso di Rino, oltre al presidente della commissione Ambiente, alla Camera dei deputati, Ermete Realacci.
«Questa è la regione che più delle altre punta sull’industria ecosostenibile», ha sottolineato Lolli, precisando che non si tratta «di una scelta pauperistica, ma di tutt’altro, poiché rappresenta un’opportunità, una convenienza». In platea, tra i tanti, il rettore dell’Università dell’Aquila, Paola Inverardi, («Le competenze si creano con investimenti a lungo termine e la valenza strategica di questa Carta è racchiusa proprio in questo concetto), il presidente di Confindustria Abruzzo, Agostino Ballone, Eugenio Coccia, rettore GSSI («Serve un terreno fertile per l’innovazione e creare le condizioni per attrarre “cervelli” e “investimenti”»). Naturalmente c’era il padrone di casa Piero Tansella, direttore generale della Fater; Gianni Di Vincenzo, presidente dell’industria di costruzioni CEIT; Enrico Pisino, direttore ricerca e innovazione FCA («Sono contento di aderire alla Carta di Pescara perché si fonda sugli stessi valori sui quali noi lavoriamo da sempre»); Giuseppe Ranalli, presidente Tecnocmatic («La sostenibilità deve essere nel cuore e nella mente»).
La “Carta”, ha osservato Di Rino, «rappresenta una fonte «per chi dovrà ottenere i fondi regionali». Infatti il patto prevede un sostegno regionale a quelle imprese che possiedono almeno uno dei requisiti di sostenibilità, elencati dalla “Carta”. Attraverso la domanda, online, sul portale della regione Abruzzo, si potrà aderire a tre diversi livelli: base, intermedio o avanzato. Le imprese dovranno dimostrare, per esempio, tra i 61 requisiti, di aver adottato e realizzato progetti di riduzione dei rifiuti o delle emissioni, di acquisire prodotti agroalimentari a km zero per il rifornimento della mensa aziendale, o, ancora, di aver approntato interventi di miglioramento per il clima acustico. Le premialità saranno calibrate in base al livello di adesione alla Carta, che diventa anche priorità trasversale dei fondi europei Por-Fesr Abruzzo 2014-2020 e del Por Fse Abruzzo 2014-2020: significa cioè che in avvisi e bandi sono previsti forme di premialità o budget riservati alle imprese aderenti.
L’intervento finale alla Fater è stato del sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Claudio De Vincenti: «Vengo ormai spesso in Abruzzo», ha detto, «perché qui si lavora bene. La Carta di Pescara è un patto tra istituzioni e imprese ed è un fatto importante. Una sfida da giocare insieme da vincere insieme. Una bellissima strategia di una straordinaria concretezza. Avremmo bisogno che ogni regione italiana facesse una Carta di Pescara per promuovere una nuova industria realmente sostenibile. Questa Carta ci dice che qui c’è una parte degli strumenti per cambiare paradigma. Una nuova rivoluzione industriale in cui l’industria abbia dentro di sè i concetti della green economy. Il Governo ha molto da imparare da questa esperienza e proprio per questo c’impegniamo ad essere di supporto e a diffondere questa esperienza a livello nazionale ed europeo».
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