Imu, beffa sugli ex terreni montani

3 Dicembre 2014

La riclassificazione in base ai 600 metri d’altitudine. Gli agricoltori: inaccetabile

PESCARA. «Inaccettabile ed inaudito». Non cade nel vuoto l’allarme lanciato su questo giornale dall’assessore di Civitella del Tronto Gabriele Marcellini sull’aumento dell’Imu che sta per ricadere anche sugli agricoltori abruzzesi alla luce delle modifiche delle aree di esenzione a livello nazionale.

A raccogliere il testimone della protesta è Agrinsieme, il coordinamento di Cia, Confagricoltura ed Alleanza delle cooperative agroalimentari, che in una lettera al ministro dell’Economia chiede di sospendere la pubblicazione del decreto di revisione. La richiesta è di « valutare con equilibrio i parametri assunti per determinare le nuove fasce di di esenzione ed i termini di pagamento che dovranno essere necessariamente prorogati al 2015».

Il caso è nato nel momento in cui il governo, per coprire l’esborso degli 80 euro a famiglia, ha deciso di tagliare ulteriori 350 milioni di trasferimenti ai Comuni salvo poi dire agli stessi Comuni di recuperarli con una stretta sull’Imu. Come? Rivedendo l'elenco dei comuni che l'Istat considera “montani”, dove l'Imu non si paga sui terreni agricoli.

In base al provvedimento, inserito nel decreto legge 66/14 , l'esenzione totale dall'Imu sarà limitata ai Comuni il cui municipio si trova a un’altitudine superiore ai 600 metri sul livello del mare; quando l'altitudine è compresa fra i 281 e i 600 metri l'Imu escluderà solo i coltivatori diretti iscritti alla previdenza agricola e gli imprenditori agricoli professionali.

I risultati: oggi i terreni evitano l'Imu in 3.524 comuni interamente montani e in alcune aree di 652 comuni parzialmente montani: con l'entrata in vigore del nuovo provvedimento l'esenzione totale sarebbe ristretta a 1.578 comuni (in base agli ultimi dati Istat) e in altri 2.568 enti (con altitudine compresa fra 281 e 600 metri) riservata a coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali.

In Abruzzo le conseguenze saranno altrettanto pesanti complice anche la riforma che ha riclassificato le Comunità montane: basti pensare, ad esempio, che nel Teramano su 28 Comuni solo 6 resteranno montani (sopra i 600 metri). In tutti gli altri quindi si pagherà l’Imu sui terreni agricoli.

E per gli agricoltori si aggiunge la beffa perché mancano appena 14 giorni alla scadenza del pagamento in un’unica rata. «Non c'è ancora il decreto ufficiale e dobbiamo apprendere dal sito del ministero che comunque il pagamento dovrà avvenire inderogabilmente entro il giorno 16». sottolinea Agrinsieme che contesta la decisione e cita lo Statuto del contribuente: «Se fosse confermato, si tratterebbe di un atto di inaudita gravità, in violazione dei più elementari diritti ai più elementari diritti riconosciuti ad ogni contribuente dal nostro ordinamento, di certezza del tributo, sostenibilità dell'imposta, temporalità del pagamento dei tributi».

Gli agricoltori, in molti casi, dovrebbero pagare alcune migliaia di euro, entro due settimane. «E coloro che sono stati colpiti da avversità atmosferiche rischiano, in una condizione di estremo disagio, di dover corrispondere l'Imu anche su terreni agricoli colpiti da calamità naturali», fa notare Agrinsieme.(a.mo.)

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