In 9 mesi 21 donazioni di organi, troppi i “no”

17 Ottobre 2014

Domenica al congresso regionale l’Aned lancerà un appello per una maggiore sensibilità sugli espianti

TERAMO. Migliorare la rete di assistenza ai dializzati e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla donazione degli organi. Sono le priorità sulle quali l’Aned – Associazione nazionale emodializzati dialisi e trapianto – punta affinché siano ottimizzate le risorse disponibili e, conseguentemente, elevatala qualità delle cure . Di questo si discuterà domenica alle 14,30 nella sala convegni dell’ospedale di Teramo nell’assemblea regionale dell’associazione, a cui parteciperanno anche molti pazienti provenienti dai 22 centri dialisi abruzzesi.

In questa sede sarà lanciato un appello alle istituzioni e alla comunità abruzzese affinché cresca il consenso alla donazione di organi. L’Aned dà anche i dati: nel 2014 in Abruzzo su 46 donatori segnalati, cioè potenziali espianti, 18 non sono andati a buon fine per l’opposizione dei familiari. Alla fine sono state 21 le donazioni effettive in Abruzzo e Molise. Fino al 30 settembre sono stati 36 i trapianti di rene, 15 di fegato, 5 di cuore e 2 di polmone i trapianti eseguiti con organi provenienti da donatori abruzzesi. Al centro trapianti di rene dell’Aquila ci sono 288 pazienti in attesa di cui 158 da Abruzzo. Sono invece 230 i trapiantati di rene dal 2001 al 2014 in Abruzzo.

L'assemblea, indetta dal segretario regionale dell'Aned Eleonora Corona – che è anche medaglia di bronzo ai campionati mondiali di atletica leggera per trapiantati – servirà per fare il punto sui percorsi assistenziali ai dializzati e ai trapiantati, con particolare riferimento alle risorse che il servizio sanitario assegna per la cura delle patologie renali. In Abruzzo i pazienti cronici, secondo l’ultimo censimento risalente al 2009, sono 1.350, di cui la maggior parte sottoposti a dialisi. Di questi, il 36% (prevalentemente di sesso maschile) ha un’età compresa fra i 46 e i 65 anni.

Il programma del convegno prevede, fra gli altri, la partecipazione del presidente nazionale dell'Aned Valentina Paris e della coordinatrice del centro regionale trapianti Daniela Maccarone. «La malattia renale», ha sottolineato Eleonora Corona, nella conferenza stampa svoltasi ieri mattina nella sede del Centro servizi per il volontariato, «è una condizione cronica che richiede grande partecipazione e responsabilità ai malati e ai loro familiari: recarsi in ospedale tre volte a settimana per essere attaccati al rene artificiale per 4-5 ore, osservare diete restrittive ogni giorno, controllare reazioni emotive che accompagnano questa esperienza non è semplice. Ma si può tornare a vivere grazie alla donazione».

La vicepresidente Valentina Di Romano ha invece affrontato il problema dei sussidi per i nefropatici e i dializzati, sospesi a livello regionale dal 2011: «Quei 125 euro al mese per noi non sono un di più, ma sono importati in quanto molto spesso chi è in dialisi non può lavorare ed è costretto a vivere con i 270 euro al mese della pensione d’invalidità». (a.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA