In Abruzzo 25 discariche abusive da bonificare
PESCARA. In Abruzzo, le discariche abusive da bonificare sono ancora 25. Da dicembre 2014 a giugno scorso ne sono state bonificate soltanto tre: a Barete in località Arenella, a Bisenti Chiovano in...
PESCARA. In Abruzzo, le discariche abusive da bonificare sono ancora 25. Da dicembre 2014 a giugno scorso ne sono state bonificate soltanto tre: a Barete in località Arenella, a Bisenti Chiovano in località Bisenti, a Pietracarmela in località Collelungo.
Le informazioni sono state diffuse dalla direzione generale Ambiente della Commissione europea, su richiesta del portavoce eurodeputato del M5s Marco Affronte.
Il 2 dicembre del 2014 la Corte di Giustizia europea ha condannato l'Italia a pagare alla Ue 40 milioni di euro di multa per le 198 discariche di rifiuti abusive presenti nel nostro Paese. In più, secondo la sentenza di condanna, si sarebbe dovuto versare una penalità semestrale per i ritardi nelle mancate bonifiche, a partire da un importo iniziale di 42 milioni e ottocentomila euro.
Il 2 giugno scorso sono scaduti i sei mesi e le discariche bonificate dalle autorità italiane sono state soltanto 13, di conseguenza quelle rimaste ancora abusive sono ben 185, di cui 25 in Abruzzo.
Ciò significa che l'Italia verserà alla Ue altri 40 milioni circa di multa, considerato che per ogni discarica messa a norma è stata detratta una cifra oscillante tra i 400 e i 200 mila euro. «Tutto questo è uno scandalo gravissimo» commenta Piernicola Pedicini, coordinatore del M5s nella commissione ambiente del Parlamento europeo «che mette in luce l'inefficienza del governo Renzi e il successivo danno economico che l'Italia subisce per l'incapacità delle nostre istituzioni. Purtroppo, anche in questo caso a pagare saranno i cittadini e non i responsabili degli abusi commessi. I cittadini pagheranno per i danni provocati dalle discariche alla salute pubblica e all'ambiente e per i circa 80 milioni di euro che verranno versati come multa alla Ue». «Bene ha fatto» conclude Pedicini «il gruppo del M5s alla Camera a denunciare come responsabili del danno erariale» i presidenti del Consiglio ed i ministri dell'Ambiente, sindaci e presidenti di Regione in carica all'epoca dei fatti.

