In Abruzzo 3.216 commercialisti
Gli iscritti aumentano, ma guadagnano 27mila euro in meno della media italiana
PESCARA . Sono cresciuti dello 0,2% rispetto all’anno scorso e del 13% rispetto all’ultimo decennio, i commercialisti abruzzesi che raggiungono quota 3.216. Il dato emerge dal rapporto 2019 sull’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili pubblicato dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e dalla Fondazione nazionale dei commercialisti. Dal rapporto risulta come le quote rosa rappresentino il 35,3% del totale, in aumento dal 2008 quando erano il 31%. I neo iscritti nell’ultimo anno sono 37, mentre gli under 40 coprono il 17,1% del totale. Il reddito medio è di 32.356 euro in calo dello 0,4%, e inferiore al dato italiano pari a 59.429euro.
A livello nazionale l’anno scorso, gli iscritti all’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili sono aumentati di 306 unità pari ad una crescita percentuale dello 0,3% sul 2017, il più basso tasso di crescita dal 2008. In undici anni, gli iscritti all’Albo sono aumentati di 11.140 unità, +10,4% sul 2008. Nello stesso periodo, la popolazione italiana è aumentata dello 0,6%, mentre l’occupazione è diminuita dello 0,1% e le imprese attive sono diminuite del 3,2%. Ciò ha determinato un calo significativo del rapporto tra la popolazione e gli iscritti, passato in undici anni da 555 a 510 e del rapporto tra le imprese attive e gli iscritti che nello stesso periodo è passato da 50 a 43. Prosegue il calo degli iscritti negli Ordini territoriali del Sud Italia che dopo il -0,2% del 2017, nel 2018 fanno registrare un -0,3%. Per la prima volta, il calo interessa anche la Campania (-0,1%) dopo che già la Calabria e la Puglia erano entrate in negativo nel 2017 e nel 2018 registrano un calo dello 0,5%. La presenza di donne negli Ordini territoriali dei Commercialisti è piuttosto variabile e tende ad essere più elevata negli Ordini del Nord. In particolare, nel Nord-est raggiunge il 36,1% con una punta del 41% in Emilia-Romagna. Nel Sud la quota di donne scende al 30,2% con il valore più basso in Campania (26,3%).

