In Abruzzo nascono 7 imprese al giorno

26 Giugno 2018

Lo rivela uno studio basato su dati Excelsior. Leonzio (Lega): «L’89,5% dei neo imprenditori ha usato risorse proprie»

PESCARA. In Abruzzo aprono circa 7 imprese al giorno. Sono 3.970, infatti, quelle iscritte in regione al 31 dicembre 2017, di cui 3.420 risultano attive. E tra queste, 2.670 sono nate durante l’anno preso in esame, dando lavoro a 5.360 persone. I dati, tratti dal sistema informativo Excelsior realizzato da Unioncamere e Anpal, sono stati rielaborati da Andrea Loris Leonzio, responsabile regionale dipartimento istruzione e formazione della Lega Abruzzo e coordinatore Irsel “Fratelli Pomilio”. «I dati raccolti», dice Leonzio, «forniscono una conoscenza aggiornata, sistematica e affidabile della consistenza e della distribuzione territoriale, dimensionale e per attività economica della domanda di lavoro espressa dalle imprese, nonché delle principali caratteristiche delle figure professionali richieste»
I NEO IMPRENDITORI.Dallo studio emerge l’89,5% dei nuovi imprenditori ha finanziato la propria idea con risorse proprie, il 22,8% grazie a prestiti di parenti e affini, il 17,3% con prestiti bancari , il 15,2% attraverso leggi comunitarie, nazionali o regionali . Il 20,9% di chi scommette su se stesso proviene da una precedente esperienza imprenditoriale, l’8,4% da liberi professionisti, l’8,2% e il 10,4% rispettivamente, da disoccupati e casalinghe, mentre gli operai oppure gli apprendisti che decidono di mettersi in proprio sono 11,7%. Le casalinghe rappresentano il 7,9% dei nuovi imprenditori.
IL GRANDE PASSO. Leggendo i dati, si scopre che il 43,1% delle persone che hanno deciso di mettersi in proprio lo ha fatto perché spinto dalla conoscenza del mercato e delle opportunità offerte; segue chi ha deciso di valorizzare le competenze esperienze professionali possedute (39,5%) e chi è alla ricerca del successo personale ed economico (36,2%). Il 26,6% perché spinto dalla necessità di trovare un lavoro e il 18,1% perché insoddisfatto del proprio lavoro. La percentuale delle risposte è superiore al 100% perché gli intervistati hanno optato per diverse risposte.
IL CAPITALE.Il 47,2% ha investito meno di 5mila euro, seguito dal 23,6% di coloro si posizionano tra i 5mila e il 10mila euro. La percentuale di chi ha impegnato tra gli 11mila e i 50mila euro scende al 22,9% e si riduce al 6.3% per coloro che hanno investito più di 50mila euro.
LE DIFFICOLTÀ. I dati sulle difficoltà sostenute da chi ha aperto i battenti nel 2017 si riferiscono a 2350 imprese. Di queste, ben il 36.6% ha avuto problemi con le procedure amministrative, e il 36,3% con il clima economico sfavorevole. Il 29,7% degli imprenditori ha rilevato problemi di concorrenza e il 21,4% nella commercializzazione dei prodotti.
LE ASSUNZIONI. I nuovi ingressi previsti durante l’anno in corso sono 380 di cui 90 all’Aquila, 130 a Teramo, 90 a Pescara e 80 a Chieti. Il 22,2% riguarda dirigenti e tecnici specializzati, il 36,6% gli operai specializzati, il 31,4% gli addetti alla vendita.
LA SCUOLA. Il livello di istruzione richiesto è rappresentato dall’11,2% di laureati, del 31,9% di diplomati, dal 33,7% di persone in possesso di qualifica professionale e del 23,2% di persone che ha completato l’obbligo scolastico. Gli indirizzi di studio più richiesti a livello universitario, e più difficili da reperire, sono economico, ingegneria elettronica e dell'informazione, matematico e fisico, architettura, urbanistico e territoriale, ingegneria industriale, linguistico.
L’ANALISI. «Ma una quota consistente delle nuove iscrizioni», conclude Leonzio, «è causata da eventi di tipo amministrativo e non è associabile all’effettiva nascita di nuove imprese, ma a trasformazioni di imprese preesistenti. Occorre rilevare che in Abruzzo, in relazione alla provenienza del neo imprenditore cresce in modo significativo la quota degli operai apprendisti e dei disoccupati in cerca di lavoro, anche se gli imprenditori restano comunque la maggioranza».