In Abruzzo pronta la vendita di 87 immobili

A Pescara il direttore generale dell'Agenzia del Demanio Roberto Reggi ospite di una tavola rotonda sul federalismo demaniale e culturale
PESCARA. «In Abruzzo c'è un grande avanzamento del federalismo demaniale, siamo intorno al 90% rispetto a un 50% su base nazionale. Ora dobbiamo cercare di sbloccare il restante 10%. Per farlo abbiamo una serie di progetti sul federalismo culturale, un trasferimento più complesso e che richiede una validazione del Ministero dei Beni Culturali». Lo ha detto a Pescara il direttore generale dell'Agenzia del Demanio, Roberto Reggi, nel corso della tavola rotonda su "Recupero, riuso, valorizzazione e gestione efficiente del Patrimonio Immobiliare Pubblico", occasione per illustrare, agli amministratori abruzzesi, le iniziative che saranno adottate per la valorizzazione di alcuni beni demaniali. Illustrando gli articoli 24 e 26 dello "Sblocca Italia", Reggi ha spiegato che «il 24 riguarda più i beni dei Comuni e c'è la possibilità, per agevolare l'utilizzo di beni non strategici per associazioni e privati che possano renderli utili per la comunità, attraverso una semplice delibera, con una concessione temporanea di questi beni per un periodo concordato; l'articolo 26 riguarda i beni dello Stato che insistono sui territorio e che non utilizzati possono essere chiesti in uso e proprietà anche da privati, come soggetti promotori di progetti».
«In Abruzzo - ha detto Reggi - ci sono 87 immobili per l'alienazione e noi entro il 15 luglio verificheremo se questi beni possono essere alienati, prima di mettere in atto una operazione di messa in disponibilità verso gli investitori istituzionali o soggetti privati oppure nei confronti di soggetti intenzionati a investire. L'Abruzzo ha una grande consistenza grazie alla quale si potrebbe costituire un fondo immobiliare di area vasta affinché Indimit possa investire e facilitare investimenti anche di privati». Reggi, affiancato dal direttore generale del Demanio, Paolo Maranca, dal direttore centrale, Stefano Mantella, e dal direttore regionale, Edoardo Maggini, ha parlato delle strategie dell'ente demaniale, anche alla luce delle ultime riforme. «L'obiettivo è valorizzare il patrimonio pubblico sia statale sia degli enti locali e vogliamo farlo con i sindaci e gli amministratori a cui vogliamo anche illustrare gli strumenti che come Agenzia del Demanio abbiamo messo in campo per gestire al meglio il patrimonio pubblico per la valorizzazione dei beni non più strategici. Su questo - ha detto Reggi - vorremmo condividere innanzitutto gli strumenti nuovi e normativi che consentono riuso, recupero e valorizzazione del patrimonio pubblico». Il direttore Reggi ha poi parlato dell'uso «efficiente del patrimonio immobiliare visto che per esempio in Abruzzo, si spendono troppi milioni di affitti passivi annui, avendo immobili non utilizzati al meglio e che vogliamo recuperare. Per questo abbiamo il Modello Chieti dove la caserma Berardi diventerà il luogo dove concentreremo funzioni pubbliche sparse per la città risparmiando milioni all'anno di affitti, e concentrando tutto in uno stesso luogo, dando una pubblica utilità ai cittadini in quanto a praticità ed efficienza».
Il direttore regionale del Demanio Edoardo Maggini ha spiegato che sono in atto già da tempo importanti operazioni di permute, razionalizzazioni, recuperi e altri progetti con diverse amministrazioni locali, fra cui Chieti con la gestione delle caserme dismesse, Sulmona (L'Aquila) dove si sta lavorando sul Federalismo Culturale, e poi Pescara e la Provincia di Teramo. Reggi, sollecitato dal sindaco Massimo Cialente, ha poi detto che un particolare focus verrà riservato a L'Aquila, oltre che alle zone del cratere dove il Demanio ha già provveduto ad operare operazioni importanti di concessioni. Oltre al primo cittadino dell'Aquila, erano presenti alla tavola rotonda fra gli altri il presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco, il presidente della Provincia di Chieti e sindaco di Lanciano (Chieti) Mario Pupillo, il sindaco di Pescara Marco Alessandrini, di Chieti Umberto Di Primio e di Roseto degli Abruzzi (Teramo) Enio Pavone.

