«In giro c’è ancora troppo maschilismo»

NOTARESCO. «L'ottimismo? E' il profumo della vita». La precarietà che accomuna tutta una generazione di lavoratori per la teramana Mariassunta Di Crescenzo, docente di Lettere di 34 anni, va...
NOTARESCO. «L'ottimismo? E' il profumo della vita». La precarietà che accomuna tutta una generazione di lavoratori per la teramana Mariassunta Di Crescenzo, docente di Lettere di 34 anni, va combattuta così: con una ventata di buonumore e di ottimismo e la convinzione che «domani è sempre un giorno migliore». Altrimenti a vincere sarà sempre l'incertezza.
Mariassunta, originaria del comune in provincia di Teramo, vive all'Aquila con il compagno. Si è laureata una settimana dopo la scossa che il 6 aprile 2009 ha spazzato via la città. L'edificio in cui al momento della scossa delle 3,32 dormivano Mariassunta e altri studenti, in via Sant'Andrea, era a un passo dalla Casa dello studente e da quello che è stato "il quadrilatero della tragedia". «Non so come ma ci siamo salvati», dice, «io dovevo laurearmi pochi giorni dopo e rimasi a dare una mano al titolare del bar in cui lavoravo e che aveva perso dei familiari nella scossa. Dormii per due mesi nella tendopoli davanti al centro commerciale “Il Globo”».
L'amore per L'Aquila ha vinto. Tornata a Notaresco - dove ha fondato anche "il club del libro" per avvicinare, da scrittrice qual è, i bambini e i ragazzi alla lettura - nel giro di qualche tempo Mariassunta aveva già deciso che il suo destino sarebbe stato vivere all'Aquila. Ora l'ex sportiva (ha praticato atletica a livello agonistico per anni), insegna Lettere al liceo Vitruvio Pollione di Avezzano e svolge il suo lavoro come una missione: quella di accompagnare i giovani a formarsi: «E' un lavoro di grande responsabilità. La Festa della donna? Oggi si dà ancora poco spazio alle donne, svilite sotto tanti punti di vista». Per questo per Mariassunta oggi è un giorno importante e simbolico, «come il 25 aprile». E' ancora troppo poco però: «Viviamo in un mondo maschilista, dove si uccidono le donne, e dove a esse è delegato tutto il compito dell'educazione dei figli e la gestione della vita domestica, che si aggiungono al lavoro». (m.g.)
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