«In lista al Senato? Una scelta comoda»

Duro il giudizio della Marcozzi (M5s). Sospiri (Fi): l’avevo detto. Di Dalmazio: ora si cambia
PESCARA . Una candidatura che divide il consiglio regionale, quella del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, che il prossimo 4 marzo correrà, nelle file del Pd, per un seggio al Senato alle prossime elezioni politiche. «D’Alfonso ha dichiarato che si candiderà in Senato e andrà a Roma solo se sarà ritenuto utile per l’Abruzzo», riflette Sara Marcozzi, capogruppo in consiglio regionale per il Movimento 5 Stelle, «ma se la mettiamo su questo piano, siamo tutti d'accordo sul fatto che la cosa più utile che possa fare per l'Abruzzo, sia andarsene. Si tratta di una candidatura comoda comoda», continua Marcozzi, «e poco coraggiosa, essendo D’Alfonso primo nel listino bloccato. Da come ha sempre parlato, mi sarei aspettata un uninominale secco. Evidentemente non è così sicuro di sé, come tenta di apparire», aggiunge la leader pentastellata. «Abbandonerà l'Abruzzo», conclude Marcozzi, «senza aver mantenuto neanche una delle roboanti promesse lanciate nella campagna elettorale del 2014».
«Per quanto mi riguarda, niente di nuovo», sottolinea Lorenzo Sospiri, capogruppo di Forza Italia. «Io lo avevo detto da tempo, che si sarebbe candidato», rimarca l’esponente degli azzurri in consiglio regionale, «ma non è vero, come ha detto D’Alfonso, che egli tornerebbe in Abruzzo nel caso non ricevesse incarichi di governo. Noi adesso ci prepariamo ad un risorgimento dell’Abruzzo, per quando si andrà a votare nel prossimo ottobre. Ma dovremo essere credibili e non vincere solo perché gli altri perdono».
Mauro Di Dalmazio, capogruppo di Abruzzo Futuro, liquida la questione con una battuta. «Giudico positivamente questa candidatura», fa notare, «poiché così facendo la legislatura finirà prima».
Anche per Giorgio D’Ignazio, capogruppo di Ap, e futuro candidato alla Camera con Civica popolare, la candidatura del presidente regionale per un seggio a Palazzo Madama non rappresenta una novità. «Me l’aspettavo», dice, «ma non so se sia positiva o negativa per l’Abruzzo. Sicuramente D’Alfonso è una persona capace, ma anticipare il voto potrebbe essere dannoso».
Candidatura al Senato giudicata positivamente dal vice capogruppo del Pd, Ennio Balducci. «Egoisticamente potrei dire che D’Alfonso dovrebbe rimanere», osserva Balducci, «ma siccome D’Alfonso è persona forte e capace, da Roma potrà fare la fortuna dell’Abruzzo assumendo ruoli di governo nazionale».
Vito de Luca

