In Parlamento il progetto Elsa 2 e stop al pozzo di Poggiofiorito

25 Luglio 2014

PESCARA. Il progetto Elsa 2 di ricerche petrolifere a 7 chilometri dalla costa chietina tra Francavilla e Ortona, finisce in Parlamento. A portarlo è il deputato abruzzese di Sel Gianni Melilla con...

PESCARA. Il progetto Elsa 2 di ricerche petrolifere a 7 chilometri dalla costa chietina tra Francavilla e Ortona, finisce in Parlamento. A portarlo è il deputato abruzzese di Sel Gianni Melilla con uin’interrogazione al ministro dell'Ambiente e della Tutela e del territorio del mare. Melilla vuole sapere se il ministro «non intende intervenire per scongiurare la realizzazione di un progetto di trivellazione particolarmente devastante oltre che antieconomico per l'ambiente e per l'Abruzzo».

E contro la piattaforma mobile Elsa 2 richiesta dalla irlandese Petroceltic si schiera anche il Forum abruzzese dei movimenti per l'acqua. «Dopo Ombrina mare arriva un nuovo progetto volto a far atterrare un “ufo petrolifero” a pochissimi chilometri dalla costa», denuncia a proposito del progetto Petrolceltic; progetto che, ricordano gli ambientalisti, «fu già bocciato con un giudizio molto duro dal Comitato Via nazionale nel 2011». «Ci chiediamo», dicono al Forum, «che cosa abbia spinto la Petroceltic a riproporre dopo appena tre anni un progetto già bocciato da realizzare a pochi chilometri dalla costa in un'area densamente abitata. Le recenti dichiarazioni di Renzi favorevoli alle trivellazioni sono in questo senso assolutamente preoccupanti perché preludono ad un vero e proprio assalto al nostro mare. Secondo la Petroceltic non ci saranno rischi perché le trivellazioni avverranno su fondali bassi (30 metri circa). Ricordiamo che uno dei peggiori incidenti petroliferi della storia, quello del pozzo Ixtoc I nel Golfo del Messico avvenne a 50 metri di profondità».

Dalla mare alla terra. Ieri in consiglio regionale è stata approvata la risoluzione presentata dal M5S a prima firma del consigliere regionale Riccardo Mercante, diretta a sollecitare l'intervento della Regione contro il decreto con il quale il ministro dell'Ambiente ha dichiarato la compatibilità ambientale del giacimento di Poggiofiorito, in provincia di Chieti, consentendo alla Gas Plus Storage S.r.l. di Milano di dare inizio alla attività di stoccaggio del gas naturale sul suolo abruzzese.

In una nota si legge che nella risoluzione Mercante ha evidenziato i rischi, che possono derivare da tale attività, per la salute e la sicurezza dei cittadini dei venti comuni siti nelle vicinanze del giacimento nonché i danni di carattere ambientale destinati ad incidere pesantemente su di un territorio caratterizzato, da sempre, da una spiccata connotazione turistica ed agricola.

"È gravissimo che il ministro non abbia preso in considerazione le istanze avanzate dai cittadini, dalle associazioni ambientaliste e dallo stesso Comune di San Martino della Marrucina, sede di ubicazione degli impianti, ma soprattutto senza tener conto del parere non favorevole del Comitato di coordinamento regionale per la valutazione di impatto ambientale della Regione», sostiene Mercante.