In piazza per rivendicare una pensione dignitosa

PESCARA . Tornano in piazza le persone diversamente abili, e lo fanno nell’ambito di una manifestazione che si svolge in contemporanea davanti a tutte le prefetture italiane, per reclamare l’equiparaz...
PESCARA . Tornano in piazza le persone diversamente abili, e lo fanno nell’ambito di una manifestazione che si svolge in contemporanea davanti a tutte le prefetture italiane, per reclamare l’equiparazione della pensione di invalidità al reddito di cittadinanza, e consentire anche ai disabili di non essere costretti a vivere al di sotto della soglia di povertà. «Ci girano le ruote, non siamo cittadini di serie B e siamo disabili, ma non cretini. Tutti in piazza», è lo slogan della manifestazione, che si terrà anche a Pescara, a partire dalle 16, in Piazza Italia, organizzata dall’associazione “Carrozzine determinate”. Hanno aderito moltissime associazioni del territorio, e la Misericordia ha messo a disposizione un’unità mobile. «Le persone con disabilità», dice Claudio Ferrante, presidente di Carrozzine determinate, «e loro famiglie, le associazioni, la società civile, sono stati chiamati ad intervenire ad una protesta di civiltà. Il governo aveva promesso di aumentare le pensioni di invalidità al limite della soglia di povertà di 780 euro. Prima dell’approvazione della legge di Bilancio avevamo chiesto un incontro al sottosegretario pescarese Gianluca Vacca, ma non si è reso in alcun modo disponibile; sarebbe stato interessante chiedere all’onorevole come si fa a vivere con una pensione di invalidità di 285 euro mensili cioè il 300% sotto la soglia di povertà! Il governo», conclude, «quindi decide di aiutare chi non ha il lavoro, ma lascia indietro e dimenticati tutti coloro che non possono lavorare». (u.c.)

