Incagli record e commissariamento

24 Dicembre 2015

Il nome di Andrea Repetto compare già nel primo atto che decapita il management di Carichieti. Per gli ispettori di Bankitalia, l’imprenditore di Bolzano è una delle tre principali voci nel bilancio...

Il nome di Andrea Repetto compare già nel primo atto che decapita il management di Carichieti. Per gli ispettori di Bankitalia, l’imprenditore di Bolzano è una delle tre principali voci nel bilancio della Cassa teatina su cui poggiava la decisione del commissariamento. Anomala gestione degli “incagli” riferiti ai gruppi affidati Repetto, Paglione e De Nicola, per le rispettive esposizioni di oltre 53milioni il primo, 31 milioni il secondo e 27 il terzo. Repetto, con la sua Pescara Project insieme agli altri due imprenditori, il primo commerciante di auto, il secondo re della sanità e della scuola privata, hanno rappresentato la contestazione più grande che Bankitalia fa. Ma l’altra campana, gli ex vertici di Carichieti, risposero che: «La gestione degli stessi è sempre stata finalizzata sia al rientro delle esposizioni sia alla tutela delle ragioni di credito della Cassa». In particolare, per il gruppo Repetto «tale società ha quali fonti di rimborso il ricavabile dalla vendita di due assets immobiliari, un terreno a Francavilla e un complesso residenziale a Pescara». E per gli altri due gruppi, entrambi oggetto di un accordo di “ristrutturazione” con le banche, si è «provveduto ad affidare la pratica a primario studio legale per la tutela delle ragioni creditorie della Cassa». Ma non è servito a nulla. (l.c.)