Incendi, scontro Melilla-Martina

Il ministro: c’è massima attenzione. Il deputato di Art. 1: finora nessuna misura concreta
ROMA. Una risposta insufficiente. Almeno a sentire il deputato abruzzese, Gianni Melilla. Che, con un’interrogazione urgente al ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, chiedeva di sapere cosa intenda fare l’esecutivo «per andare incontro alle popolazioni e alle economie agricole, ma non solo agricole, turistiche, della zootecnia, che sono state fortemente danneggiate» dagli incendi estivi che hanno devastato in lungo e in largo l’Abruzzo.
«E’ grave che il governo non abbia presentato nessuna misura concreta per aiutare le popolazioni dei territori colpiti dagli incendi di questa estate – accusa il parlamentare di Articolo 1 dopo l’intervento di ieri di Martina nel corso del question time in programma alla Camera –. Ci aspettavamo che il ministro fosse in grado di darci notizie sui fondi stanziati per fronteggiare veri e propri disastri ambientali che hanno distrutto in Abruzzo oltre 10 mila ettari di superfici agricole e boschive, in aree di grande valore paesaggistico ed ambientale come il Morrone, nella Valle Peligna e Fonte Vetica a Campo Imperatore». Certo, come spiega in Aula a Montecitorio il ministro dell’Agricoltura rispondendo all’interrogazione di Melilla, «il problema non è solo legato alla gestione degli incendi e dei suoi effetti, ma a una più larga visione di cura del territorio e di prevenzione del dissesto». E non c’è dubbio, aggiunge, che «su questo fronte è necessario compiere un salto di qualità nella tutela, in particolare, del patrimonio boschivo italiano, che ora copre più di 11 milioni di ettari sul territorio nazionale». Ribadendo «la massima attenzione del mio ministero e del governo tutto, a costruire concretamente questi passi in avanti, a partire dalle prossime settimane e dai prossimi mesi».
Un impegno che, però, secondo Melilla, non basta. Occorre, ribadisce, «investire certamente sulla prevenzione» ma anche «sulle strutture preposte poi all’intervento, quando c’è l’emergenza». Perché, in questi casi, non ci si può affidare «solo al volontariato». Infine una stoccata al governo. «Dei 7 mila forestali, solo 361 sono passati ai vigili del fuoco e le competenze del Corpo forestale dello Stato sono andate, in modo criminale, disperse», accusa Melilla. Che chiede per il futuro «un’attenzione maggiore» per evitare «tragedie come quelle che abbiamo avuto quest’estate». (a.pit.)

