«Incongruenze ed errori nel decreto pro-Ombrina»

9 Agosto 2015

PESCARA. «È del tutto evidente che bisognerà contrastare nelle aule dei tribunali questo progetto e tutti i pareri e le autorizzazioni. Sui ricorsi ci aspettiamo un'azione determinata da parte di...

PESCARA. «È del tutto evidente che bisognerà contrastare nelle aule dei tribunali questo progetto e tutti i pareri e le autorizzazioni. Sui ricorsi ci aspettiamo un'azione determinata da parte di tutti gli enti, con un investimento di risorse e tempo adeguato al livello dell'attacco che il territorio abruzzese sta subendo». Così il Forum H2O commenta il decreto che ha dato il via libera al progetto di Ombrina mare, la piattaforma della società Rockhopper al largo della Costa dei Trabocchi. Molte le incongruenze rilevate dagli ambientalisti, a partire dal fatot che «l'analisi del rischio per un progetto petrolifero dove basta un incidente per massacrare l'intero Adriatico interessando milioni di persone, non è oggetto di valutazione preventiva ma si fa dopo il Decreto! Cioè prima si rilascia il parere favorevole ambientale e poi si studiano, da parte dell'azienda interessata, gli effetti di un incidente sull'ambiente, sulle cose e sulle persone. Una clamorosa falla, un’illogica inversione procedurale». Il Forum contesta anche altri aspetti come «le modalità di scavo dei chilometri di condotte sottomarine per gli idrocarburi che dovranno essere posate sul fondale, quelle per l'ancoraggio della meganave FPSO lunga 330 metri che interagiscono pesantemente con il fondale e addirittura il piano di smantellamento delle opere, il decreto rimanda a fasi progettuali successive sottraendo così aspetti dirimenti dell'impatto ambientale al confronto e al dibattito pubblico. Il ministero dell'Ambiente riduce questi passaggi progettuali a forme di autocertificazione da parte dell'azienda o poco più. Nessun cittadino, associazione o ente locale, compresi quelli costieri, potrà inviare osservazioni su questi aspetti che ovunque in un progetto del genere sarebbero invece al centro dell'attenzione pubblica. Tra l'altro questo progetto non è stato sottoposto a VIA transfrontaliera secondo quanto prevedono precise norme internazionali quando è evidente che un incidente potrebbe coinvolgere le acque e le coste degli altri paesi che si affacciano sull'Adriatico». Prima che sia rilasciata l'autorizzazione finale con la concessione di coltivazione da parte del ministero dello Sviluppo Economico, gli ambientalisti ritengono che «si debbano proporre nelle aule parlamentari modifiche alle normative vigenti per impedire il rilascio dei titoli minerari davanti alla Costa teatina». Intanto il primo appuntamento è il Festival a Trivelle Zero No Ombrina organizzato dal Coordinamento No Ombrina che si terrà dal 12 al 16 agosto a S. Vito, presso il Centro sociale Zona22.