Indennità, i rettori abruzzesi tra i più "poveri" d'Italia

3 Dicembre 2014

Studio di Uninews24 rivela quanto percepiscono, oltre allo stipendio di docente, i numeri uno delle università. Su 46 "magnifici" D’Amico è 32°, Di Ilio 34°. La Inverardi è ultima: non percepisce nulla a causa del terremoto

PESCARA. Primo Luciano D'Amico. Secondo Carmine Di Ilio. Non classificata Paola Inverardi. È la classifica abruzzese delle indennità dei rettori delle università. Il "magnifico" di Teramo riceve ogni anno un compenso aggiuntivo pari a 27.921,60 euro. Poco meno incassa il numero uno dell'ateneo Pescara-Chieti D'Annunzio. Ogni anno riceve 26.375,28 euro. Ultima, o meglio fuori classifica, la rettrice dell'università dell'Aquila. La Inverardi non ha percepito negli ultimi anni nessuna indennità. Il compenso è stato sospeso dal consiglio accademico dopo il terremoto che ha distrutto la città. Riceverà un'indennità solo dall'anno prossimo e dovrebbe essere intorno ai 16 mila euro all'anno. Una delle cifre più basse d'Italia a cui però, va sottolineato, va aggiunto lo stipendio di  docente ordinario, che si aggira fra i 3.300 e 4.000 euro al mese, sempre percepito sia dall'Inverardi sia da D'Amico e Di Ilio.

Se la Inverardi ha rinunciato alla carica, va detto che anche Di Ilio e D'Amico non sono certo tra i rettori più ricchi. I "magnifici" abruzzesi occupano infatti la parte bassa della classifica stilata da Uninews24. Il quotidiano nazionale universitario ha messo in fila i dati resu disponibil grazie al decreto sulla trasparenza delle pubbliche amministrazioni. E a stilato una classifica al cui appelo mancano ancora sei ermellini: Maurizio Martelli (Genova), Nicola Sartor (Verona), Flavio Corradini (Camerino), Ciro Attaianese (Cassino), Attilio Mastino (Sassari) e Gino Mirocle Grisci (Calabria). Nella maggior parte dei casi i "magnifici" inadempienti richiamano una delibera della Crui, secondo cui il decreto sulla trasparenza non troverebbe applicazione negli atenei.

Sul podio troviamo Mario Panizza (Roma tre) con 101.250 euro, Giuseppe Zaccaria (Padova) con 96.542 euro e Gianluca Vago (Statale di Milano) con 93.380 euro. Cifre altissime e non proporzionate al numero degli studenti (che non è l'unico parametro disponibile, ma è certamente significativo). A Roma tre, infatti, gli iscritti sono "solo" 35.000: molti meno di Padova e Milano, che contano circa 60.000 matricole a testa. Dividendo l'indennità per il numero di studenti, si scopre che Panizza percepisce 2,88 euro per iscritto: quasi il doppio di Zaccaria (1,6) e Vago (1,5).

Scorrendo la graduatoria, il copione si ripete. Dopo il terzetto di testa, troviamo altri tre rettori sopra quota 60mila euro: Aldo Quattrone (Catanzaro) con 86.786 euro, Giuseppe Novelli (Roma due Tor Vergata) con 65.080 euro e Massimo Marrelli (Napoli Federico II) con 63.000 euro. Il caso più eclatante riguarda proprio Quattrone, che in pratica percepisce 9,66 euro per ciascuno dei 9.357 iscritti all'Ateneo di Catanzaro: nella classifica del rapporto indennità/studente, il primato spetta a lui. Più modeste, a confronto, le indennità di Novelli (1,6 euro a studente) e Marrelli (78 centesimi a studente).

A centro  e in bassa classifica, le curiosità non mancano. Loris Borghi a Parma continua a percepire i 47.709 euro assegnati al suo predecessore Ferretti. In alcuni atenei, guidati evidentemente da criteri affini, le indennità dei rettori sono identiche: 45mila euro tondi per Giovanni Melis (Cagliari) e Luigi Lacché (Macerata), 33.466 euro per Angelo Riccaboni (Siena) e Maurizio Ricci (Foggia), 29.283 per Pasquale Nappi (Ferrara) e Carlo Carraro (Venezia Ca' Foscari), 25.200 per Vincenzo Zara (Salerno) e Roberto Lagalla (Palermo).

In coda ci sono Ivano Dionigi (Bologna) con 16.200 euro, Pietro Navarra (Messina) con 15.060 e Giacomo Pignataro (Catania) con 13.014. La sorpresa riguarda soprattutto Bologna (82.000 studenti) e Catania (60.000): Dionigi, con 19 centesimi a studente, soffia a Pignataro la palma di rettore più "povero" d'Italia. La somma delle 45 indennità censite ammonta a circa 1.900.000 euro, per una media di circa 42mila euro a rettore.

Segue tutti la Inverardi: ultima, anzi fuori classifica, causa terremoto.