«Inevitabili le quote di genere»

Anna Paola Concia: e con le preferenze le difficoltà si moltiplicano
PESCARA. Anna Paola Concia, ex deputato Pd, origini abruzzesi, è esponente di primo piano nella battaglia per i diritti civili e in particolare dei gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Per aumentare la presenza di donne nella politica Concia ha sempre invocato le quote di genere come «male necessario».
Ancora le quote, dunque?
«Sì ma piano piano le cose stanno cambiando. Basti pensare al governo nazionale».
Però in Parlamento ci si candida su su liste bloccate e sulle liste c’è l’alternanza tra uomo e donna. Nel comuni e nelle Regioni ci sono le preferenze.
«È vero e quando ci sono le preferenze le donne fanno più fatica, perché hanno meno accesso alle risorse economiche, ai mezzi di comunicazione e alle cordate».
È un problema trasversale a tutti i partiti?
«Riguarda un po’ tutti, ma il nostro, il Pd, sta lavorando molto in questo senso».
Lei vive e lavora in Germania, a Francoforte. Lì c’è lo stesso problema?
«Consideri che nell’immaginario collettivo tedesco da nove anni c’è la cancelliera Merkel (e lei non è stata eletta con le quote rosa!): queste sono cose che cambiano il senso comune».
Potrebbe aiutare in Italia un Presidente della Repubblica donna, una ipotesi di cui si parla da settimane?
«Sarebbe una cosa bella per il nostro paese, aiuterebbe molto. Ma io dico sempre che bisogna fare i nomi. Non amo dire “eleggiamo una donna”. Dobbiamo dire quale donna».
In fatto di parità uomo-donna, la politica è più indietro rispetto alle professioni?
«Ci sono professioni e professioni. Nel mondo economico la presenza delle donne è forte, anche se non a livelli di comando altissimi. Ma bisogna anche dire che questo governo nelle nomine nei cda della grandi aziende ha cercato di dare un segnale».
In fatto di parità e più specificamente di diritti civili di gay e lesbiche, la Chiesa si sta dimostrando più coraggiosa della politica, basti pensare alla discussione nel sinodo sulle unioni civili..
«Questa è una cosa epocale, non succedeva dal Cinquecento».
Però anche Berlusconi si va convincendo: ha ricevuto Vladimir Luxuria. Lei ci sarebbe andata dal Cavaliere?
«Io l’ho fatto, nel senso che ho incontrato il centrodestra, anche se non ho incontrato lui. Sono stata anche rimproverata a sinistra per avere imbastito questo dialogo, che è stato vero e autentico, per esempio con Mara Carfagna. Tutti sapevano che cercavo di sensibilizzare il centrodestra su questi temi».
Renzi ci riesce a fare le unioni civili?
«Renzi ci riesce, oggi il clima è cambiato, ci sono le condizioni e io sono molto contenta». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

