Innaurato: favorire le Unioni dei Comuni nelle aree interne

9 Dicembre 2014

PESCARA. Si è appena insediato come commissario liquidatore della Comunità montana Aventino- Medio Sangro Antonio Innaurato, presidente regionale Uncem, l’associazione delle Comunità montane, ha...

PESCARA. Si è appena insediato come commissario liquidatore della Comunità montana Aventino- Medio Sangro Antonio Innaurato, presidente regionale Uncem, l’associazione delle Comunità montane, ha scritto al presidente della Regione Luciano D’Alfonso per denunciare il vuoto lasciato dalla liquidazione di questi enti nella gestione di alcuni servizi destinati alle aree interne.

«E' di un anno fa la scelta di chiudere le Comunità Montane senza predisporre strategie alternative e senza riconoscere il ruolo fondamentale che tali Enti hanno avuto nella nostra Regione: il risultato è che le aree interne vivono una condizione senza dubbio peggiore. Regione ed Enti locali», scrive Innaurato, «sono chiamati a considerare le reali esigenze del territorio alla luce delle strategie europee e nazionali sulle aree interne e degli accordi di partenariato sottoscritti.

La gestione del territorio è di urgente attualità e non può essere realizzata se non in loco e sicuramente non dall'alto, senza gli attori principali che vivono il territorio stesso e lo conoscono. D'altra parte l'utilizzo delle risorse passa attraverso il livello istituzionale e non c'è alcuna diversa possibilità».

L'Europa e il dipartimento delle Politiche di sviluppo e della Coesione territoriale «ci chiedono di fare scelte che abbiano come obiettivo principale il mantenimento dei livelli essenziali per la scuola, per la sanità e la mobilità. Infatti i prossimi finanziamenti europei 2014/2020 sono rivolti esclusivamente alle aree interne e alle zone rurali. Ma, eliminate le Comunità Montane e le Province, a chi toccherà svolgere questo delicatissimo ruolo? Chi dovrà gestire le linee di sviluppo? Ci sarà un notevole discrimine tra Comuni “forti” e Comuni “deboli” e i secondi non troveranno spazio di azione per evidenti ragioni, né potranno contare sul sostegno di chi indubbiamente non vive le medesime situazioni e non ha gli stessi bisogni. Ciò nonostante, e tanto per fare un esempio, il Comune di Palena, con poco più di mille abitanti, ha un'estensione territoriale grande tre volte quella di Pescara». Dunque «bisogna necessariamente tornare a forme di associazione di Comuni che un anno fa erano considerate un dato di fatto condiviso peraltro con le parti sociali», facendo attenzione al futuro dei dipendenti che «che non hanno ancora un’alternativa lavorativa dopo la chiusura degli enti». Per questo Innaurato chiede un confronto con la regione «che non umili le peculiarità e le intelligenze e tenga conto delle difficoltà oggettive all'interno del territorio montano, senza cancellare , come invece sembra che accada, la nostra cultura, la nostra identità e la nostra tradizione. Inoltre, mi pare opportuno ripensare tutti i progetti, le attività intraprese, frutto del “volontariato” di amministratori locali, e rimasti in sospeso dopo la chiusura delle Comunità montane».