«Insegnare che senza diritto non si vive»

25 Maggio 2016

«Il processo penale non dà patenti di moralità, stabilisce solo se un fatto è addebitabile ad una persona», dice Flavio Conciatori, giudice del tribunale di Teramo, «non dice se è una brava persona...

«Il processo penale non dà patenti di moralità, stabilisce solo se un fatto è addebitabile ad una persona», dice Flavio Conciatori, giudice del tribunale di Teramo, «non dice se è una brava persona o una cattiva persona, sono due piani svincolati. La problematica principale è ridurre nella popolazione i comportamenti che violano la legge e non tanto continuare a punire tempestivamente. Il problema secondo me è la consapevolezza del bene costituito dal diritto. Bisogna insegnare che senza diritto non si vive. Il nostro problema è semplificare e ridurre il numero di leggi e farle comprendere, perchè se noi vogliamo vivere in Europa e comportarci da cittadini del terzo millennio dobbiamo necessariamente dire quali sono le regole principali. Bisogna rifare un sistema giuridico delle regole principali che la gente possa capire e rispettare. E dire c’è la regola e la conseguenza della violazione. Da questo bisogna ripartire».