Interinali Asl Teramo occupano la Regione «Vogliamo lavorare»
«Esclusi dopo anni di lavoro come operatori socio-sanitari Siamo stati preferiti a chi ha meno formazione di noi»
PESCARA. La maggior parte di loro sono mamme. Si dicono «disperate» perché dopo 15 anni di servizio alla Asl di Teramo, assunte con l’agenzia interinale Etjca e poi messe alla porta nell’ottobre scorso, non sanno più dove sbattere la testa.
Ieri una delegazione degli 80 operatori socio-sanitari (Oss) a cui non è stato rinnovato il contratto si è barricata negli uffici della Regione Abruzzo, al sesto piano della direzione Politiche della salute.
«Torneremo con le catene se dovesse servire e inizieremo uno sciopero della fame», si lascia andare Anna, a nome dell’intero gruppo di ex dipendenti, dopo aver strappato al capo dipartimento Angelo Muraglia la promessa di un incontro imminente con il direttore generale Roberto Fagnano in vista della preparazione di un nuovo concorso a tempo indeterminato.
Il calvario degli operatori socio-sanitari della Asl di Teramo ha inizio qualche anno fa, quando 59 persone vengono assunte con un diploma di Oss ottenuto con un corso di formazione di sole 300 ore.
I vincitori della selezione pubblica sono regolarmente riconosciuti dalla Regione, ma secondo gli interinali che invece ricoprivano quei ruoli in precedenza e avevano conseguito la qualifica dopo aver svolto un corso professionale di oltre mille ore, il diploma da 300 ore sarebbe nullo poiché contrario all’intesa Stato-Regioni.
«Ci siamo guadagnati la qualifica onestamente», sbotta Anna durante la riunione con il capo dipartimento Muraglia, il dirigente Luigi Franciotti e il segretario regionale della Cisl Antonio Scuteri, «ho fatto anni di tirocinio per fare questo lavoro e come me anche tutti gli altri. Invece siamo stati preferiti a persone formate solo dopo 300 ore di corso. Hanno deciso di assumere gli amici e i figli degli amici, mentre noi avevamo dato anche la nostra disponibilità a lavorare come ausiliari pur di non perdere il posto».
All’attivo c’è anche un ricorso al Tar per chiedere l’annullamento del bando della Asl per coprire i 59 posti da Oss, ma il tribunale amministrativo ha respinto la richiesta di sospensiva dell’assunzione a tempo determinato.
«Questa è una questione che deve risolvere il direttore generale della Asl di Teramo non noi della Regione», ha risposto Muraglia di fronte alle rimostranze mosse dalla delegazione di operatori, «quello che posso fare è un sollecito, poi gli chiederò se le vostre affermazione hanno un fondamento e, in caso affermativo, assumerò tutti i provvedimenti del caso».
Tre gli impegni assunti al termine dell’incontro: «Un incontro con il manager Fagnano e i sindacati in vista del prossimo concorso», sintetizza Muraglia, «l’individuazione di servizi all’interno di strutture pubbliche che possano essere esternalizzati ed eventualmente affidati agli operatori senza lavoro e infine un focus per individuare il numero esatto di persone assunte nelle Asl abruzzesi con contratti di formazione da 300 ore».
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