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Intervista a Donzelli: «Delmastro? Fango ingiusto Abbiamo salvato il 41bis»

21 Agosto 2026

Il deputato FdI in visita in Abruzzo: «Qui c’è una classe dirigente di spessore»

 PESCARA

Donzelli, Fratelli d’Italia è il partito che ha ereditato la tradizione storica della destra, ma il partito di Vannacci sta provando a sottrarvi questa storia. Non vi intimorisce questa situazione?

«Noi siamo la destra, quella che per la prima volta è arrivata al governo. Mi limito a dire che vedo votare contro di noi non solo Boldrini, Conte e così via, ma anche chi è stato eletto inizialmente tra le nostre fila. Non so cosa stiano facendo quegli altri, ma la destra rimaniamo noi».

All’assemblea costituente di Futuro nazionale è stato citato diverse volte Almirante, anche se siete voi quelli con la fiamma tricolore sul simbolo di partito.

«Le rispondo proprio citando Almirante: “Noi pensiamo all’Italia, poi all’Italia e poi ancora all’Italia”. Ci interessa solo questo».

FdI è talmente sicura della propria identità da accettare questo tentativo di appropriazione culturale senza repliche?

«Questa è una sua considerazione. Io non l’ho detto».

È molto diplomatico su questo tema. Se Vannacci aprisse – come in parte ha già fatto – a una possibile alleanza, sareste pronti a discutere?

«Non mi sembra un tema all’ordine del giorno, visto che oggi Futuro nazionale vota insieme a Pd, Movimento 5 Stelle e Avs».

Giovanni Donzelli è uno degli esponenti più in vista di Fratelli d’Italia. Il deputato, fidatissimo di Meloni, in questi giorni è stato in Abruzzo per una serie di incontri. Un tour de force nella regione che, ormai, è un po’ anche casa sua: la moglie Alessia è originaria di Chieti ed è qui che si sono conosciuti più di 20 anni fa. La sua visita è l’occasione giusta per fare il punto sulle prospettive future di FdI in Abruzzo e su alcuni dei dossier più scottanti in mano al centrodestra, dal caso Delmastro al fenomeno Vannacci.

Onorevole Donzelli, partiamo da Delmastro: da quanto vi conoscete?

«Da una vita, anche se non sempre siamo stati amici (sorride, ndr)».

Questione di correnti?

«Al congresso di Azione giovani del 2004 io sostenevo Giorgia Meloni, lui Carlo Fidanza. Voleva picchiarmi!».

E poi?

«Fortunatamente non è accaduto. Allora eravamo in fazioni diverse, ci siamo legati dopo la nascita di FdI».

Oggi condividete una vita da parlamentare e l’appartamento a Roma. Com’è la vostra quotidianità da coinquilini?

«Lavoriamo tanto e siamo spesso fuori: non sempre riusciamo ad incrociarci».

Almeno una pizza o una birra ogni tanto?

«Quando si può è sempre piacevole scambiare due chiacchiere».

Le informazioni che le ha passato Delmastro gli sono valse una condanna in Corte d’appello a 8 mesi di reclusione.

«Ci aspetta il terzo grado di giudizio, vediamo che succede. La procura ha sempre chiesto l’archiviazione per Delmastro».

Oggi rivendica il suo intervento alla Camera che ha dato origine al polverone politico e giudiziario o, tornando indietro, non lo rifarebbe?

«Lo rivendico».

E per quale ragione?

«A sinistra dovrebbero ringraziarmi: è grazie a quell’intervento che hanno smesso di rincorrere ciò che gli suggeriva Cospito o, forse, altri mafiosi: alleggerire il 41bis».

Lei lo difende anche sul caso del ristorante “Bisteccherie d’Italia” che lo ha portato a dimettersi da sottosegretario alla Giustizia.

«La macchina del fango a cui lo stanno sottoponendo è ingiusta. Ha fatto un errore e si è dimesso, nonostante fosse uscito dalla società ben prima che uscisse fuori la vicenda. Tutte le polemiche strumentali aggiuntive derivano dal fatto che non accettano il buon lavoro che ha svolto, specialmente contro le mafie».

Passiamo all’Abruzzo. È da qui che è partita la riscossa di FdI. Ha dei ricordi di quel periodo?

«La prima vittoria di Biondi all’Aquila è stata una grande gioia. Anche perché ci credevano in pochi».

I pronostici erano contro di voi.

«Non è stato facile ottenere la sua candidatura, perché allora eravamo il partito più piccolo della coalizione».

Come avete convinto Lega e FI a scegliere Biondi?

«Facendo leva sul fatto che fosse il candidato giusto. Il tempo ci ha dato ragione».

Biondi è vicino alla scadenza del secondo mandato. Avrà un posto riservato alle Politiche?

«Pierluigi è un cavallo di razza e ha tutte le capacità che servono. A tempo debito faremo tutte le riflessioni del caso. In ogni caso, confidiamo di riportare le preferenze nella legge elettorale, quindi eventualmente saranno i cittadini, e non le segreterie, a scegliere».

Il dopo-Biondi per L’Aquila sarà sempre di Fratelli d’Italia?

«Noi pensiamo al bene dei cittadini, non alle bandiere di partito. Purtroppo non sempre i nostri alleati si sono comportati allo stesso modo».

Si riferisce alla spaccatura con la Lega alle ultime amministrative a Chieti?

«È stato uno dei motivi per cui non abbiamo vinto. L’obiettivo deve essere fare in modo che d’ora in poi la coalizione rimanga compatta».

Crede che questa volta riuscirete a far approvare l’emendamento?

«Sono ottimista. Abbiamo siglato un accordo con i colleghi di maggioranza prima della pausa estiva del Parlamento. Dopo 30 anni restituiremo ai cittadini il diritto di scegliere non solo chi governa, ma anche chi li rappresenta».

Saranno tutti confermati nei loro ruoli? Sigismondi è il coordinatore regionale di FdI da 10 anni.

«L’Abruzzo può contare su una classe dirigente di alto livello. Sigismondi sta facendo bene il suo lavoro ed è benvoluto da tutti. Nessuno è innamorato dei propri ruoli, ma perché cambiare una squadra che vince?».

A proposito di vincitori, Marsilio è stato il primo governatore di FdI. È quasi alla metà del suo secondo mandato: è possibile una sua candidatura l’anno prossimo?

«Non mi ha mai segnalato l’intenzione di lasciare la Regione, ma Marco merita di fare qualsiasi cosa voglia fare».

Ne parla con ammirazione.

«“Il lungo”, come lo chiamiamo noi, è un punto di riferimento per tutta la classe dirigente del partito. È uno dei cofondatori, è stato anche tesoriere: c’è grande fiducia in lui. Anzi, ci siamo un po’ dispiaciuti di donarlo all’Abruzzo in questi anni, perché sarebbe stato utilissimo al governo. Almeno ne ha beneficiato questa bellissima regione».

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