Istituti alberghieri senza le cucine

1 Novembre 2015

Sfornano chef e personale rinomati nel mondo ma due delle nostre sei scuole sono vittime di burocrazia e politica

ROCCARASO. Danneggiati dalla burocrazia. Da un adempimento burocratico, uno dei tanti, che sembra peraltro non fosse mai stato richiesto nel corso degli anni. Ecco la beffa, come la ritiene la preside, che ha messo ko cinque laboratori di cucina dell’istituto alberghiero di Roccaraso, una istituzione in Abruzzo, che ha sfornato, è proprio il caso di dire, chef che oggi si fanno onore in tutto il mondo.

I carabinieri del Nas di Pescara hanno chiuso il cuore pulsante dell’Istituto “E. De Panfilis” al termine dell’ispezione effettuata con il personale Asl poiché sostengono che in quei laboratori venivano preparati pasti per finalità commerciali: attivita extrascolastica che in quanto tale va preventivamente autorizzata anche se svolta in laboratori didattici come appunto quelli dell’Alberghiero.

«Abbiamo avuto un danno all'immagine e alla professionalità dell'istituto stesso e a tutto il territorio», sostiene la preside Maria Paola De Angelis, piuttosto risentita del clamore con il quale è stata data la notizia di cronaca, e fornendo una «doverosa precisazione».

La dirigente spiega così che le verifiche sono in corso e che i laboratori interessati sono stati realizzati «ben 40 anni orsono, e da tale data sono costantemente monitorati dalle autorità competenti, che mai, hanno sollevato rilievi».

«Si tratta di laboratori utilizzati per esclusiva finalità didattica, senza alcuna connessione con attività commerciali, cui si riferisce la violazione della normativa contestata nei rilievi», afferma la De Angelis, «la norma infatti, di non facile lettura, sembra assimilare tali laboratori ad attività commerciali, richiedendone la "registrazione". Tale adempimento burocratico peraltro non era mai stato richiesto nel corso degli anni, da alcuna delle autorità che hanno relazioni costanti con l'Istituto».

Secondo la preside, i Nas hanno riscontrato sostanzialmente un «mancato adempimento burocratico», rispetto al quale l'Istituto provvederà quanto prima alla regolarizzazione, tenuto anche conto che i laboratori della scuola saranno tutti completamente ristrutturati in seguito all'appalto post-terremoto.

Ma la preoccupazione della preside va oltre e raggiunge i genitori dei bambini della scuola dell'infanzia di Rivisondoli, per i quali l'Alberghiero provvede temporaneamente alla preparazione dei pasti per la mensa. «In questo caso», precisa, «ci vengono rimborsati solo i costi delle derrate alimentari, e i pasti vengono preparati nella cucina del Convitto e non nei laboratori della scuola». E la cucina del Convitto, risulta regolarmente autorizzata, come rilevato anche dal controllo degli stessi Nas.

«Le notizie inesatte, di cui non si conosce la fonte, non possono che determinare incertezza e un danno complessivo al territorio, che da sempre invece vede una solidarietà tra i Comuni e le scuole dell’Istituto omnicomprensivo», ribadisce la dirigente sottolineando come sia fondamentale mantenere tale collaborazione: «Grazie ad essa è stato possibile mantenere la struttura amministrativa comune, un servizio in territori di montagna sempre più soggetti a chiusure delle realtà scolastiche».(cr.re.)