Itc e professionali, qualcosa non va

10 Marzo 2016

Malgrado l’avvicinamento al mondo del lavoro, sono scartati da più di uno studente su due. Il direttore: occorre intervenire

L’AQUILA. Più di uno studente abruzzese su due (57%) sceglie di frequentare un liceo, con una preferenza per lo Scientifico, mentre scende il numero di chi affida la propria formazione a un Istituto tecnico (29%) e poco più di un ragazzo su dieci (14%) opta per un Professionale. A rivelarlo sono i dati delle iscrizioni alle prime classi delle scuole superiori, elaborati in questi giorni dall'ufficio scolastico regionale, diretto da Ernesto Pellecchia, che intende intervenire fin dai prossimi mesi sulla preoccupante emorragia di studenti registrata in molti istituti.

I DATI. «Il trend nazionale delle iscrizioni è confermato in Abruzzo», spiega il direttore generale dell'ufficio scolastico regionale. In Italia, infatti, il 53,1% degli studenti che si sono iscritti ad una classe prima di scuola superiore per l'anno scolastico 2016/2017 ha scelto un indirizzo liceale. Uno su tre, il 30,4%, ha optato per l'istruzione tecnica. Il 16,5% degli iscritti ha scelto un percorso professionale.

IL CASO DELLO SCIENTIFICO. «In particolare, l'Abruzzo è la quarta regione per percentuale di scelta dei licei (al 57%), dopo Lazio, Umbria e Liguria, con un +3,9% rispetto al dato nazionale, a sfavore degli Istituti tecnici (-0,7%) e degli istituti professionali (-3,2%)», continua Pellecchia. «L'incremento dei licei è dovuto soprattutto alle iscrizioni presentate nei licei scientifici, che risultano essere l'indirizzo di studi più scelto».

Mentre tutte le altre tipologie di liceo sono sostanzialmente in linea con i dati percentuali nazionali, le iscrizioni ai licei scientifici in Abruzzo sono maggiori del +4,2% rispetto al dato nazionale. Lo Scientifico (fra indirizzo "tradizionale", opzione Scienze Applicate e sezione Sportiva) resta in testa alle preferenze degli studenti italiani: è scelto dal 24,5% dei neo iscritti, per un totale di oltre 110.000 ragazzi (erano il 23,7% lo scorso anno).

LA FORBICE. Rispetto allo scorso anno, le scelte degli studenti abruzzesi sono sostanzialmente stabili nella ripartizione percentuale fra licei, tecnici e professionali. «La forbice tra il dato nazionale di iscritti ai licei (e quindi ai licei Scientifici) e quello locale si è ridotta dello 0,9%», riprende il direttore. In altre parole, mentre quest'anno i ragazzi abruzzesi scelgono i licei in percentuale del +3,9% rispetto al dato nazionale, lo scorso anno lo facevano con il +4,9% rispetto al dato nazionale.

Il Lazio è la regione ad avere la maggiore percentuale di iscritti agli indirizzi liceali con il 64,9% (l'anno scorso 63,3%). Seguono Umbria (58,4%), Liguria (57,8%) e Abruzzo (57,7%). Il Veneto chiude con il 44,9%.

LE CONTROMISURE. Il dato relativo alla crescita continua dei licei e quello del progressivo decremento degli indirizzi tecnici e ancora più professionali, secondo Pellecchia deve indurre serie riflessioni sull'efficacia delle azioni che, ormai da qualche anno si stanno conducendo per rilanciare il rapporto nevralgico scuola-mondo del lavoro. «Il fatto che non si registri ancora l'auspicata inversione di tendenza per quanto riguarda le nuove iscrizioni negli istituti tecnici e professionali, nonostante il notevole lavoro che si sta sviluppando in questa direzione», afferma Pellecchia, «porta verso una riconsiderazione degli interventi e delle azioni, che possano incidere in modo efficace sulle scelte degli studenti e delle famiglie verso gli indirizzi di studi tecnico e professionali».

Michela Corridore

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