L’abruzzese non spende e il commercio vede nero

13 Maggio 2015

Solo numeri negativi quelli del 2014 in regione: le imprese diminuiscono ancora Fatturato e occupazione in calo nell’ingrosso, nei negozi e nella ristorazione

L’AQUILA. Il commercio regionale è ancora in crisi. I casi di Mercatone Uno e Auchan lo testimoniano. E i timidi segnali di ripresa non sembrano spostare gli indicatori più importanti. Secondo i dati Infocamere-Movimprese al 31 dicembre 2014 le imprese commerciali attive in Abruzzo alla fine del 2014 erano 32.653, lo 0,7% in meno rispetto all’anno precedente (Italia: -0,5%), un calo inferiore al -1,1% riportato dal complesso delle imprese regionali (Italia: -0,7%). Rispetto al resto del paese particolarmente critico è l’andamento del commercio all’ingrosso (Abruzzo: -1,8%; Italia: -1,0%).

Nel secondosemestre del 2014, secondo l’ultimo fascicolo di Congiuntura economica abruzzese (che dal prossimo numero sarà solo telematico abbandinando la carta) la situazione continua ad essere negativa, «come confermato dalla diminuzione sia sul breve che sul lungo periodo del fatturato (rispettivamente -0,8% e -3,8%) e dell’occupazione (rispettivamente -3,0% e -4,2%). Bisogna evidenziare, però», sottolinea l’autrice della ricerca Concettina Pascetta, «che gli andamenti del fatturato e dei prezzi di vendita sono comunque lievemente migliorati rispetto a quelli osservati nel semestre precedente». Sotto il profilo delle performance, nell’ambito delle attività commerciali, si osserva l’andamento particolarmente critico del settore al dettaglio. Nel settore della ristorazione si rilevano i più forti incremento dei costi di approvvigionamento e totali su base sia semestrale (rispettivamente +3,7% e +9,8%) sia annua (+4,5% e +10,1%) e da peggiori diminuzioni dell’occupazione (-5,4% e -5,5%).«Il commercio regionale» sottolinea il presidente del Cresa Giandomenico Di Sante «ha attraversato nel 2014 pesanti difficoltà risentendo in modo particolarmente grave della crisi della domanda interna. I consumi delle famiglie, infatti, sono scoraggiati a causa di una sfavorevole situazione del mercato del lavoro, che incide sul livello dei redditi e sulla fiducia delle famiglie». Pesante anche la situazione dell’artigianato. Le imprese registrate nel sistema camerale sono 33.000, il 3,2% in meno rispetto all’anno precedente (Italia: -1,8%), un calo superiore al -0,6% riportato dal complesso delle imprese regionali (Italia: -0,3%). Particolarmente critico è l’andamento delle imprese artigiane edili (Abruzzo: -5,3%; Italia: -2,8%) e manifatturiere (Abruzzo: -2,9%; Italia:-2,0).

«L’artigianato», sottolinea il direttore del Cresa Francesco Prosperococco, «composto per l’80% da imprese individuali, è assai poco strutturato sotto il profilo finanziario, del capitale, delle risorse umane e della propensione ad investire e ad esportare e, quindi, particolarmente fragile».