L’Abruzzo riaccoglie i rifiuti di Roma

A un anno esatto dalla grande polemica con il sindaco Raggi la giunta dà il via libera al trasporto di 180 tonnellate al giorno
PESCARA. Se Roma non ce la fa a smaltire i propri rifiuti la Regione Abruzzo corre ancora una volta in soccorso del sindaco Virginia Raggi. È accaduto esattamente un anno fa tra un mare di polemiche. Riaccade oggi. Sono 180 le tonnellate d’immondizia indifferenziata che l'Abruzzo, attraverso l'impianto di smaltimento di Aielli dell’azienda Aciam, continuerà ad accogliere, ogni giorno, fino al 31 dicembre prossimo. Lo stabilisce una delibera che la giunta regionale, presieduta da Giovanni Lolli, ha approvato il 9 ottobre scorso, presenti gli assessori Lorenzo Berardinetti, Silvio Paolucci e Dino Pepe. La richiesta di aiuto è arrivata in netto anticipo, il 13 agosto scorso, dalla società Ama che, attraverso la Regione Lazio, ha teso una mano all’Abruzzo proponendo una proroga dell’accordo con l’impianto di Aielli che scadrà il 16 ottobre prossimo. A settembre l’Aciam, che è un’azienda consortile mista, pubblica e privata, ha deliberato al termine dell’assemblea dei propri soci l’assenso alla proroga, anche sulla base di un accordo di programma tra Abruzzo e Lazio che ha origini lontane nel tempo, risale al 2014. Da quell’anno, quindi, la nostra regione si è sempre resa disponibile ad aiutare il Lazio, in particolare la Capitale d’Italia che oggi, evidentemente, non ha risolto i propri problemi di smaltimento dei rifiuti. Tant’è che deve ancora ricorrere alla solidarietà degli abruzzesi come ha fatto lo scorso anno quando, nel bel mezzo dell’emergenza igienico-sanitaria che aveva colpito Roma, l’Abruzzo si dimostrò determinante per togliere dai guai l’amministrazione comunale pentastellata. In realtà l’operazione rifiuti dalla Capitale portò nelle casse abruzzesi, pubbliche e private, oltre 13 milioni di euro se si considera il costo a tonnellata di 130 euro contro i 180 chiesti alla Raggi da altre Regioni come l’Emilia Romagna.
I rifiuti da importare furono 100mila tonnellate l’anno, destinate agli impianti di Aielli, Sulmona e Chieti. Allora la politica venne messa da parte e il motivo della scelta solidale che spinse una giunta regionale con una maggioranza Pd a lanciare il salvagente ai 5 Stelle di Roma, venne sintetizzato in una frase riportata nella delibera: «Tra i motivi addotti dalla Regione per continuare ad aiutare Roma c’è «l’elevato interesse pubblico che riveste nel mondo l’immagine della nostra Capitale, seguendo un criterio da rispettare, che è quello della “collaborazione” e della “sussidiarietà” tra Enti pubblici, ai fini della salvaguardia ambientale e sicurezza delle comunità interessate». Ma anche oggi che quel clima di tregua di un anno fa tra Pd e M5S sembra essersi dissolto sull’onda del braccio di ferro per i fondi del Masterplan, prevale la linea della solidarietà istituzionale, anche se nella nuova delibera di giunta i toni sono diventati più scarni. «Ritenuto che, per l’urgenza sopra richiamata», si legge nell’atto, «e al fine di evitare disservizi alla popolazione e situazioni di criticità di ordine igienico-sanitario nel territorio di Roma Capitale, è necessario far decorrere l’esecutività del presente provvedimento dalla data di scadenza del precedente periodo di conferimento (che, si diceva, è fissata per martedì prossimo, ndr) senza soluzione di continuità». Roma, ancora una volta, deve dire grazie all’Abruzzo.

