L’Abruzzo spiega gli usi civici

26 Luglio 2018

Sabato il convegno di valore nazionale Lama dei Peligni

LAMA DEI PELIGNI. “Usi civici-Domini collettivi, un altro modo di gestire”: questo il tema del convegno-assemblea che si svolgerà sabato in piazza Umberto I, inizio alle 17.30 a Lama dei Peligni. L’evento, al quale parteciperanno esperti nazionali dell’argomento, è stato voluto dal presidente del comitato promotore A.S.B.C. Cives Lama dei Peligni, Cesidio Borrelli, in collaborazione con l’associazione culturale Fai (Fabbrica degli Alimenti Ideali). «Affronteremo» afferma Borrelli «con taglio operativo un tema complesso, ma perfettamente realizzabile nelle sue implicazioni sociali ed economiche, come dimostrano le esperienze in Veneto e sulle Dolomiti d’Ampezzo, le due realtà d’eccellenza italiane alle quali guardare e prendere esempio. Il nostro territorio non ha nulla da invidiare a quei luoghi; perché, dunque, non ripartire dal nostro capitale territoriale e dalla sapiente sua integrazione con l’uomo»? La nuova legge 168/2017 “Norme in materia di Domini Collettivi” riconosce il ruolo istituzionale e l’importanza dei Domini Collettivi quali soggetti giuridici «primari delle comunità originarie», soggette solo alla Costituzione, e quali presidi posti a salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio, della cultura e delle consuetudini configurandole come risorsa attiva per lo sviluppo economico e sociale del territorio. L’Abruzzo, dopo il Trentino Alto Adige, è la seconda regione italiana per estensione di terreni gravati da vincoli da uso civico (49% del totale). Al convegno/assemblea interverranno: Michele Filippini, presidente Consulta nazionale dei domini collettivi; Stefano Lorenzi, segretario; Michele Labriola, perito demaniale; Rodolfo Ludovici, referente regione Abruzzo Consulta Nazionale dei Domini Collettivi. «In gioco c’è il futuro dei nostri ragazzi, di un’intera generazione che potrebbe scegliere di restare, dando loro un’opportunità, invece che vedersi costretti alla fuga. Conosciamo bene quali saranno le resistenze da abbattere» conclude Borrelli «iniziando dalla mancanza di sensibilità nei confronti di questo istituto da parte di tutti gli organi istituzionali interessati, oltre che dell’opinione pubblica».
Matteo Del Nobile