L'allarme dei magistrati: "I processi sui crolli del terremoto rischiano la prescrizione"

L'appello del procuratore generale Romolo Como durante la cerimonia di apertura del nuovo anno giudiziario. E il presidente della Corte d'Appello Stefano Schirò annuncia il suo nuovo incarico di presidente di sezione alla Corte di Cassazione. In aumento in Abruzzo i furti in appartamento e i reati contro le donne, stalking e maltrattamenti
.L'AQUILA. Arrivare alle sentenze sui crolli del terremoto prima della prescrizione fissata al 6 ottobre. L'auspicio è stato espresso dall'avvocato generale Romolo Como, nel corso del suo intervento in occasione della cerimonia di apertura dell'anno giudiziario, per la prima volta tornata nel palazzo di giustizia ripristinato dopo il terremoto. "Non sono a oggi definite le sentenze che hanno trattato profili di colpa professionale per la costruzione, manutenzione e controllo degli edifici crollati", ha detto Como. "Spero che non vi siano ritardi perché sarebbe almeno inopportuno pervenire alla prescrizione dei reati fissata alla data del 6 ottobre 2016 proprio dalla Corte di Cassazione, con una interpretazione che personalmente non condivido ma debbo prendere atto che è l'unica al momento disponibile, nel senso di escludere dal più lungo periodo di tempo valido per la prescrizione l'ipotesi di omicidio colposo plurimo. A sette anni dalla tragedia è ancora vivo il doloroso ricordo per i cittadini aquilani, ma il tempo per cancellare i reati non si ferma". Prima di Como, il presidente della Corte d'Appello dell'Aquila Stefano Schirò aveva letto la relazione d'apertura del nuovo anno giudiziario.
Diminuzione delle pendenze nella giustizia civile e in quella penale in un «quadro complessivo confortante», con una «positiva tendenza all'ammodernamento dell'amministrazione», una «maggiore organizzazione ed efficienza» e un controllo di legalità «adeguatamente assicurato, in un contesto di autorganizzazione degli uffici reso necessario dalle gravi carenze di organico». Questa la fotografia della giustizia abruzzese nel 2015 fatta dal presidente della Corte d'Appello dell'Aquila, Stefano Schirò, nella relazione pronunciata nell'aula magna «Villani» del ricostruito palazzo di Giustizia del capoluogo. Nel settore penale le pendenze sono passate da 5.700 a 4.386 (-23%) mentre in quello civile c'è una diminuzione del 3% in Corte d'Appello (8.229 contro 8.464), del 6% nei Tribunali (44.955 contro 47.779) e del 17% negli uffici del Giudice di Pace (8.929 contro 10.786). Minori pendenze anche in materia di lavoro: -15% in Corte d'Appello e -11% nei Tribunali. Dati negativi, invece, per il Tribunale di Sorveglianza, con una pendenza superiore del 17% a quella dell'anno precedente.
«Un deferente saluto al Presidente della Repubblica» ha aperto la relazione del presidente della Corte d'Appello dell'Aquila, Stefano Schirò, nel palazzo di giustizia ristrutturato dopo il sisma del 2009 e inaugurato il 16 novembre scorso proprio dal Presidente Sergio Mattarella. Alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario è presente, inviato del Governo, il neo sottosegretario alla giustizia Federica Chiavaroli, senatrice pescarese di Ncd. «La visita del Presidente della Repubblica all'Aquila - ha detto Schirò - ha conferito all'inaugurazione del palazzo di giustizia un elevato valore simbolico e istituzionale, porgendo un tangibile segno di profonda considerazione per la tragedia che quasi sette anni fa ha colpito il territorio aquilano e di sensibile vicinanza dello Stato alla popolazione ancora segnata e prostrata da un dramma che continua a incombere in città, malgrado i progressi che si sono registrati nella ricostruzione post terremoto». Schirò ha anche ringraziato il ministero delle Infrastrutture e in particolare il Provveditorato alle Opere Uubbliche «per lo straordinario impegno profuso» nella ricostruzione del palazzo, anche in funzione dei lavori nella seconda ala, per la quale la riconsegna è prevista a giugno. Schirò ha infine annunciato che lascerà l'incarico di presidente della Corte d'Appello che risale all'ottobre 2012, per assumere il ruolo di presidente di sezione alla Corte di Cassazione a Roma.
Reati in aumento. Aumentano i delitti contro il patrimonio (rapine, estorsioni, riciclaggio e furti in appartamento); elevati anche i dati relativi a stalking e maltrattamenti in famiglia; costanti, invece, rimangono i reati di spaccio di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione, oltre che quelli di indebita percezione di fondi per la ricostruzione. È la fotografia sull'andamento della giustizia penale nel distretto abruzzese emersa dalla relazione del presidente della Corte d'Appello dell'Aquila, Stefano Schirò, nella cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario. «Nel sottolineare che le caratteristiche tipologiche della giustizia penale non si differenziano sostanzialmente da quelle degli anni precedenti», Schirò ha sottolineato che continua a «destare allarme sociale il numero dei delitti contro il patrimonio, in particolare sui furti in appartamento ma anche rapine, estorsione e riciclaggio, segnalati soprattutto dai tribunali di Pescara, L'Aquila e Vasto». In questo ultimo tribunale si sta celebrando un processo «per un fatto di assoluto livello criminale» legato ad una rapina ai danni di un furgone portavalori con l'imputazione anche di tentato omicidio ai danni delle guardie giurate, «commessa sull'autostrada A14 con le modalità tipiche di un'azione militare». «Presso il tribunale dell'Aquila - ha continuato Schirò si registra un costante flusso di procedimenti per indebita percezione di erogazione a danno dello Stato, diretta conseguenza del sisma del 2009, essendo numerosi privati che tentano di ottenere i benefici economici previsti in favore di chi ha subito danni senza averne i requisiti». Il Presidente di Corte d'Appello ha definito «complessivamente elevati» i dati relativi ai delitti di stalking e maltrattamenti in famiglia che confermano da un lato la crescente fiducia delle vittime nell'attività di repressione, con conseguente emersione di vicende che in precedenza non erano denunciate, ma evidenziano anche l'allarmante permanere di condotte violente e possessive contro le donne e i minori, retaggio di culture del passato purtroppo non ancora superate. Schirò ha anche confermato che l'Abruzzo è una regione «colpita dal fenomeno della tratta e dallo sfruttamento della condizione femminile», in quanto ai reati di spaccio di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione le zone più a rischio sono nella Marsica e lungo la costa adriatica: in particolare ha evidenziato come al Tribunale di Pescara è presente un numero consistente di procedimenti per «reati associativi comuni», relativi soprattutto a sodalizi criminali che si occupano di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione di cittadine straniere


