L’antirenziano Colletti, il giamburrasca del Parlamento

PESCARA. Non ce ne voglia Andrea Colletti se lo inseriamo tra gli abruzzesi della generazione Renzi, lui che da deputato del Movimento 5 Stelle è tra i più tenaci avversari del premier. Però la...
PESCARA. Non ce ne voglia Andrea Colletti se lo inseriamo tra gli abruzzesi della generazione Renzi, lui che da deputato del Movimento 5 Stelle è tra i più tenaci avversari del premier. Però la generazione è quella e Colletti in Parlamento ne è esponente di primo piano. Avvocato civilista di Pescara, «specializzato in materia di malasanità», Colletti è un politico arrembante e fantasioso. È lui ad aver presentato un esposto al Tribunale di Roma denunciando il Patto del Nazareno tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi.
Quando il presidente Giorgio Napolitano lesse il 16 dicembre scorso il discorso di saluto alle Alte autorità dello Stato, Colletti postò un twitt velenoso: «Ma è Napolitano o il Generalissimo Francisco Franco?» scrisse pubblicando un'immagine con un primo piano del Capo dello Stato e le parole «non si attenti alla continuità di questo governo».
Quando scoppiò il caso Mafia Capitale si augurò per Roma «piuttosto che 7 mesi di commissariamento una giunta di salute pubblica con noi dentro». E quando i giovani del Pd si riunirono a Roma negli stessi giorni scrisse ancora su Twitter: «Oggi la Leopoldina dei Giovani del Partito Democratico a Roma. Un ottimo modo per agevolare la Polizia per una retata». Tra le sue proposte di legge quella per l’aumento dei termini per la prescrizione per la cui calendarizzazione alla Camera organizzò una “mail bombing” sull’indirizzo della Boldrini. Intensa l’attività anche in Abruzzo contro la petrolizzazione al largo della costa abruzzese, contro le concessioni demaniali a Terna per il passaggio dell’elettredotto dal Montenegro.
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