L’Area del Cerrano ne paga le spese
PINETO. “I risultati in chiaro-scuro presentati da Goletta Verde ci spronano a continuare nell’opera di monitoraggio e sensibilizzazione”. È la prima reazione di Leone Cantarini, presidente dell’Area...
PINETO. “I risultati in chiaro-scuro presentati da Goletta Verde ci spronano a continuare nell’opera di monitoraggio e sensibilizzazione”. È la prima reazione di Leone Cantarini, presidente dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, dopo la diffusione dei dati da parte di Legambiente. Una fotografia che – se ancora ce ne fosse bisogno – illustra a tutti che lo stato delle acque del mare dipende da quelle delle acque dei fiumi. “In un certo senso – dice Cantarini – noi dell’Amp siamo le vittime di una situazione a cui quasi da soli stiamo tentando di porre rimedio. Se a monte le acque non vengono depurate e se non cresce una cultura della salvaguardia, della responsabilità, la nostra Area Marina rischia di assomigliare sempre più ad una fortino assediato”. La scelta di Torre Cerrano per la conferenza stampa non è stata casuale. Lo ha spiegato il presidente regionale di Legambiente Giuseppe Di Marco: “Vogliamo parlare da qui, con Goletta Verde ormeggiata alle nostre spalle, perché l’unica Area Marina Protetta abruzzese sta lavorando molto nel campo del turismo sostenibile. Qui ci sono i primi esempi di certificazioni di Turismo sostenibile tese a coinvolgere albergatori e imprenditori nella tutela ambientale”. E per dare sostanza alle parole degli amministratori l’Amp ieri pomeriggio ha continuato i propri lavori con una tavola rotonda alla quale, oltre al direttore dell’Arta, hanno patrecipato amministratori regionali e locali. I temi sono stati proprio i Contratti di fiume e i progetti allestiti dall’Amp e lo Zooprofilattico di Teramo per il monitoraggio costante delle acque.

