«L’Arit rompa col passato via con l’Agenda digitale»

10 Febbraio 2015

D’Alfonso insedia il nuovo direttore Grilli all’agenzia di Tortoreto «Entro sei mesi elimineremo i documenti cartacei da tutti i nostri uffici»

TORTORETO. Prima il faccia a faccia tra il governatore Luciano D’Alfonso ed i 23 dipendenti dell’Agenzia regionale per l’informatica e la telematica che ha sede a Tortoreto: «Basta sbadigli, portiamo insieme l’Agenda Digitale in Regione. Ma voglio l’entusiasmo e la rottura con il passato». Poi la presentazione del nuovo direttore Andrea Grilli e la promessa che l’ente entrerà nell’era digitale in estate: «Entro sei mesi si eliminerà il cartaceo negli uffici regionali», dice D’Alfonso.

Domande incalzanti sul lavoro svolto finora, qualche ramanzina e soprattutto l’esortazione a far fruttare l’enorme potenziale professionale dei tecnici: davanti ai dipendenti dell’Arit, il governatore è apparso seccato dai risultati balbettanti dell’agenzia che dovrebbe accompagnare la Regione nell’Agenda Digitale, cioè quel piano europeo per lo sviluppo che vede tra i suoi obiettivi un rapporto telematico tra amministrazioni, imprese e cittadini, ma anche il potenziamento della banda larga che ne rappresenta le fondamenta. Obiettivi per cui l’Italia è indietrissimo, così come l’Abruzzo. Ma l’ambizione è grande: «Centomila nuove occasioni di lavoro nei prossimi cinque anni possono essere dipendenti dalla velocità e dalla speditezza delle risposte dell'armatura infrastrutturale», ha spiegato D’Alfonso che, per questo, ha voluto inaugurare quella che per lui è una «fase nuova», per l’Arit e per l’Agenda Digitale della regione.

Innanzitutto un nuovo direttore proveniente dal settore privato per l’Arit, Andrea Grilli, che avrà al suo fianco due «figure interlocutorie», l’esperto in cyber security Fabrizio D’Amore e l’esperto in protezione dei dati personali Sandro Di Minco, entrambi docenti universitari. Con loro l’Arit dovrà «riportare l'intrapresa intellettuale e progettuale, prefigurando ciò che non c'è», ma con un cambiamento nella gestione dei fondi a lei destinati: «Le risorse devono avere impatti misurabili e realizzare gli obiettivi sul piano della funzionalità». Poi l’invocazione di una «rigenerazione» del Comitato tecnico per l’Agenda Digitale. Fra qualche mese si valuterà se il cambio di passo c’è stato o no: «Voglio portare qui i dirigenti dei colossi dell’economia nazionale ed internazionale, in qualità di “garanti dell’utente”, a valutare l’efficienza dei nostri sistemi digitali. E non voglio fare brutte figure». Ai dipendenti il presidente ha chiesto infine di «ragionare per progetti». Non dovete sentirvi parte di una «colonia egizia. L'Arit» ha concluso «può essere un cimitero di esistenti in vita ma io credo che ce la farete a diventare un centro potente, perché avete la vostra storia».

Luca Tomassoni

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