L’automotive abruzzese punta anche all’elettrico

L’intervista al presidente Ranalli, al direttore Trivilino e all’assessore Febbo Il Polo Innovazione traccia la strada a 60 aziende con in testa Sevel e Honda
SANTA MARIA IMBARO. Il settore automotive, in Abruzzo, resiste, e questo grazie soprattutto a investimenti su tecnologie e competenze.
Le aziende della regione iniziano ad affacciarsi ai nuovi mercati, a investire in ricerca e innovazione e a percorrere le nuove traiettorie di sviluppo, cavalcando i temi imposti da Industria 4.0. È una fotografia dai contorni ottimistici quella che emerge dall'Osservatorio automotive Abruzzo 2019, ultima creatura del Polo Innovazione automotive, il consorzio con sede a Santa Maria Imbaro, che mette insieme oltre 60 tra pmi, grandi imprese, centri di ricerca e Università per rafforzare il sistema della ricerca e dell'innovazione di un settore strategico, cuore pulsante dell'industria regionale.
Il settore automotive in Abruzzo, infatti, produce il 15% del Pil industriale, 8 miliardi di fatturato e impiega 25mila addetti. Inoltre, genera il 55% dell'export dell'intera regione. La presentazione dell'Osservatorio, che si è svolta qualche giorno fa nella sede del Polo, è stata occasione per fare il punto sul settore, e per mettere a confronto istituzioni, imprenditori e stakeholder su come contribuire, tutti insieme, a continuare a crescere per evitare di essere tagliati fuori da un settore in rapida e frenetica trasformazione.
Giuseppe Ranalli, presidente del Polo Innovazione automotive: qual è il valore aggiunto del Polo automotive dal punto di vista dell'economia del nostro territorio?
«Il valore aggiunto consiste nella capacità di mettere a sistema tutti i soggetti coinvolti - le grandi imprese con le pmi, il sistema della ricerca e quello istituzionale - in forma aggregata e strategica per generare un sistema capace di fare ricerca condivisa.
Il Polo automotive si è posto l'obiettivo di puntare sulla ricerca, il networking e le relazioni per affrontare in maniera intelligente il nuovo cambiamento radicale che sta avvenendo nell'industria automotive mondiale. In 11 anni di attività abbiamo dato supporto a oltre 60 progetti di ricerca e trasferimento tecnologico, producendo investimenti per oltre 40 milioni. In questa fase vogliamo continuare a cavalcare l'onda dell'innovazione.
A tale obiettivo risponde anche l'Osservatorio Automotive 2019 appena presentato: partire da un dato per aprire una riflessione e far restare le nostre aziende protagoniste di questo cambiamento epocale».
Che tipo di cambiamento sta interessando il settore?
«Quando parliamo di cambiamento, ci riferiamo a un tema estremamente complesso e diversificato: parliamo di elettrificazione, ma anche di trasformazione del concetto di mobilità, dal veicolo connesso in poi. In Abruzzo abbiamo una filiera eccellente che garantisce la qualità e il prodotto che il mercato chiede, ma dobbiamo fare uno sforzo tutti insieme per continuare in questa direzione».
Raffaele Trivilino, direttore del Polo Innovazione automotive: perché è stato realizzato l'Osservatorio?
«È stato utile per realizzare un'analisi più puntuale del settore; per questo abbiamo selezionato circa 90 aziende alle quali abbiamo inviato il questionario. Circa metà di loro ci hanno risposto, fornendo una serie di informazioni sullo stato delle loro attività, la ricerca, l'innovazione di prodotto e processo, e le competenze di cui hanno bisogno. È quindi uno spaccato dell'automotive in Abruzzo, fatto con dati concreti; questa è soltanto la prima edizione, che ci servirà come base per le prossime, visto che contiamo di fare un aggiornamento ogni due anni circa».
Quali linee ha tracciato?
«Quello che è emerso, in estrema sintesi, è che in Abruzzo esiste un tesoro - rappresentato dalla Sevel, che produce circa 300.000 veicoli l'anno e rappresenta il 12% dell'intera produzione europea, e dalla Honda Italia Industriale per il settore delle 2 ruote - che cresce anche grazie al supporto della filiera, costituita da pmi, ma anche da grandi imprese, che non si limitano più soltanto a eseguire le commesse del cliente, ma iniziano a contribuire in termini di innovazione e ricerca. Ma è necessario continuare a crescere in questa direzione e lavorare tutti insieme, fare sinergia per rilanciare il comparto e far sì che le aziende restino sul nostro territorio. I temi principali sono due: da un lato il sistema della ricerca, con particolare riferimento ai temi dell'innovazione, delle nuove traiettorie di sviluppo e di Industria 4.0; dall'altro lato il sistema delle competenze, in particolare rispetto a quelle orizzontali, le cosiddette soft skills».
Quali sono le sfide future del settore automotive in generale, e del Polo automotive in particolare?
«Come Polo di Innovazione ci stiamo concentrando su quattro direttrici, che rappresentano i temi verso cui l'automotive si sta orientando: l'alleggerimento dei veicoli, che attiene quindi al tema della riduzione dei consumi e dell'impatto sul clima e l'ambiente; l'elettrificazione del veicolo e combustibili alternativi, per ridurre le emissioni di CO2, rendendo il sistema di trasporto più smart ed ecosostenibile; l'economia circolare, puntando al recupero degli scarti e alla rigenerazione dei materiali appartenenti ai veicoli alla fine del loro ciclo di vita; il veicolo connesso e a guida autonoma, con tutto ciò che comporta in termini di cyber security e gestione efficiente e sicura dei flussi di mobilità».
Mauro Febbo, assessore regionale alle Attività produttive: come la Regione supporta e supporterà questo settore così strategico per l'Abruzzo?
«Nei prossimi mesi lavoreremo sulla nuova programmazione 2021-27, e inseriremo elementi di innovazione per accompagnare la crescita del settore dell' automotive.
Ma non dobbiamo dimenticare anche il sistema delle competenze, attraverso fondi relativi alla formazione, e supporto alle iniziative, a cominciare dall'Its Sistema Meccanica, che ha al suo attivo 12 corsi e una percentuale di placement superiore al 90%». (c.s.)

