«L’Automotive per il rilancio»

22 Gennaio 2015

Cgil, Cisl e Uil suonano la sveglia alla Regione: non intendiamo perdere questa opportunità di sviluppo

CHIETI. La strada dello sviluppo per il territorio teatino e per l’intera regione passa per il Campus Automotive, un'opera strutturale strategica che guarda oltre confine, grazie ai quattro laboratori per la ricerca, la formazione, le nuove tecnologie e una pista test per effettuare collaudi dei mezzi prodotti, senza dover emigrare in altre regioni o addirittura in Spagna o Giappone. Ma il progetto che coinvolge i colossi dell’economia abruzzese come Sevel e Honda, radicati in Val di Sangro, resta al palo. Così Cgil, Cisl e Uil tornano all’attacco per suonare la sveglia alla Regione e premere sull’acceleratore per recuperare, se possibile, il tempo perduto.

Il progetto era partito con un finanziamento da 40 milioni di euro di cui oltre 26 riferibili a fondi Fas. Somma che però nel corso di pochi anni ha perso pezzi. All’appello mancherebbero i 7 milioni «promessi» dalla Camera di Commercio teatina per diatribe interne, come in forse sarebbero gli altri 7 assicurati dalla Regione. I sindacati non ci stanno e tornano a farsi sentire per ricordare, se ancora ce ne fosse bisogno, che per il rilancio dell’economia locale e regionale è necessario puntare sul settore «meccanica automotive» abruzzese che rappresenta circa il 15 per cento del Pil dell’industria. In termini economici interessa circa 25 mila addetti con un fatturato tra 7-8 miliardi di euro.

«Siamo in forte ritardo. Il progetto è partito nel 2004, ma non ha ancora gambe per camminare» sostiene Germano Di Laudo segretario generale della Cgil «su 30mila addetti nel settore Automotive 25 mila operano in Abruzzo. Comparto che copre il 60% dell’intero export regionale. Numeri» puntualizza Di Laudo «che devono fare riflettere e spingere la politica a correre per recuperare il tempo perduto. Non siamo disposti a rinunciare a una idea di sviluppo riconosciuta anche in campo nazionale». Per Leo Malandra, segretario generale della Cisl «l’industria dell’Automotive non ricopre in regione un ruolo secondario, ma vitale e la politica deve ridare spazio e ruolo a questo importante progetto di rilancio che passa attraverso la ricerca e l’innovazione. La Regione deve capire che il progetto del Campus va rivisto, ma non abbandonato».

Per Antonio Cardo, segretario generale della Uil «è importante che i 26 milioni di fondi Fas non vengano dirottati altrove, ma ampliati con altre risorse da attingere dai Fondi di sviluppo comunitari».

Un appello di Cgil, Cisl e Uil viene rivolto anche agli amministratori di Mozzagrogna dove dovrebbe nascere il cuore pulsante del progetto. «Gli accordi per l’esproprio dei terreni sono saltati» dicono i sindacati «perché dai tre euro al metro quadro pattuiti da un anno all’altro se ne sono pretesi ben 15». Di questo e di altro si parlerà nell’incontro promosso dalla Regione, in agenda oggi, nella sede del Polo di innovazione dell'Automotive a Santa Maria Imbaro. Saranno presenti tutti i soggetti, pubblici, privati e istituzionali, che aderiscono al progetto del Campus Automotive. Un incontro che dovrebbe confermare la volontà espressa qualche giorno fa dall’assessore allo Sviluppo economico, Giovanni Lolli, di «piena e totale adesione al progetto».Che però, proprio a causa dei ritardi deve essere modificato. «Il quadro normativo di riferimento e il mutamento di alcune condizioni, che incidono in parte sulle risorse e in parte sui tempi di realizzazione» ha puntualizzato il vice presidente della giunta regionale «suggerisco una rimodulazione ed un'accelerazione delle modalità di attuazione del progetto stesso». Nella riunione di oggi i sindacati sperano che la Regione non abbia cambiato idea.

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