«L’edilizia del futuro è riqualificare l’esistente»

Ricci traccia un bilancio del Salone della Ricostruzione concluso all’Aquila e annuncia uno studio su possibili interventi innovativi sul territorio
L'AQUILA. Quasi 200 Comuni colpiti dal sisma in Abruzzo tra dentro e fuori cratere, centinaia di milioni da investire ogni anno per la ricostruzione pubblica e privata, di cui una fetta importante riguarda le 150 scuole oggetto del piano “La scuola in sicurezza”. E poi un tessuto sociale sfaldato soprattutto nel cuore del cratere sismico aquilano e una macchina organizzativa che ha impiegato sei anni a entrare a regime. Centinaia le imprese edili impegnate nel “cantiere più grande d'Europa”. La ricostruzione abruzzese post- sisma è un enorme laboratorio, un “affare” in cui si intrecciano relazioni e interessi ed è quasi un'oasi (insieme all'Expò milanese) nella crisi nazionale dell'edilizia.
«La ricostruzione all'Aquila ha attutito la crisi del settore in Italia», riflette il presidente dell'Ance Abruzzo, Enrico Ricci a chiusura della quattro giorni di convegni ed esposizioni del Salone della ricostruzione che ha visto all’Aquila 10mila visitatori. «In una fiera non si tratta più, come in passato, di vendere e comprare. Qui si tessono relazioni», dice, «si investe in formazione e informazione». Poi, benvenga l'affare commerciale. Per fare un esempio? L'impresa Magister, produttrice di pannelli riscaldanti in carbonino che consumano un decimo dei normali pannelli radianti, ha preso una tale quantità di contatti che avrà certamente un tornaconto, non quantificabile oggi.
Soddisfatto del Salone?
«Al di là dell'aspetto economico e delle presenze, il bilancio è positivo perché tutti i convegni sono stati molto partecipati anche dagli amministratori e dai rappresentanti nazionali, come la sottosegretaria all'Economia Paola De Micheli e il vice presidente del Csm Giovanni Legnini. All’Ance serviva un confronto per rafforzare l’interesse delle istituzioni nazionali, soprattutto in ragione dell’impasse che abbiamo vissuto nella ricostruzione. Mi riferisco a quella economica, perché non avevamo certezza dei finanziamenti, e a quella organizzativa, perché la governance era stata quasi completamente smantellata: Legnini passato al Csm e sia l'Ufficio speciale dell'Aquila che il Mibac senza dirigenti».
La ricostruzione è anche faccenda regionale?
«Scontiamo una pesantissima crisi edilizia negli ultimi sette anni e la ricostruzione nel cratere sismico ne ha attenuato gli effetti a livello regionale. Ora auspichiamo maggior presenza delle imprese abruzzesi in questa seconda fase di ricostruzione. Ma le difficoltà non sono ancora finite. Non c'è stato uno sblocco delle situazioni critiche in termini particolari e la situazione non è ancora fluida. C'è maggiore chiarezza solo a livello generale, con la governance finalmente partita e i fondi certi. Più di un miliardo di euro tra le risorse avanzate l'anno scorso e soldi di quest'anno: quindi ci sono a disposizione notevoli risorse, ma non c'è ancora una vera velocizzazione. Il rischio di nuove impasse rimane».
Perché ci sono imprese che stanno licenziando?
«E' chiaro che l'impresa che lavora con appalti pubblici è legata all'erogazione del pagamento dei lavori. Nel momento in cui ci sono ritardi un'impresa che non può anticipare per lungo tempo dei soldi e dovendo pagare gli operai a fine mese, non ce la fa. La macchina amministrativa non ha brillato in velocità, con i Sal che non sono stati pagati mettendo in difficoltà le imprese».
Rigenerazione urbana e bioarchitettura sono il futuro dell'edilizia?
«Si tratta di linee di pensiero nuove e si contrappongono al consumo del suolo. Oggi dobbiamo orientare le scelte all’interno del costruito attraverso la riqualificazione di interi quartieri. Anche attraverso la demolizione e la ricostruzione, come si fa in Nord America. Poi c’è la sfida dei contenitori dismessi: opifici, caserme, borghi interi da rivitalizzare. I legislatori devono pensare a norme premiali che facilitino questo processo. Anche il privato deve fare la sua parte. Come Ance, insieme a Federturismo Abruzzo e al Polo di innovazione per il turismo Abruzzo InnovaTur, abbiamo commissionato uno studio all’architetto di fama internazionale Mario Cucinella che si concluderà entro luglio. Sulla base delle informazioni da noi fornite, Cucinella stilerà delle linee guida che metteremo a disposizione della Regione e che potrebbero anticipare i successivi interventi sul territorio. E questo diventerà il Salone della rigenerazione urbana».
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