L’effetto Scoccia si abbatte sulla giunta

Stop di Lega, Fdi e Zelli a Pagano (FI) che vuole due assessori. L’incontro diventa scontro. La parola passa a Salvini e Meloni
ROSETO. Divisi alla meta. È durata appena dieci minuti la riunione dei partiti di centrodestra per tentare di far quadrare il cerchio della nuova giunta. Ma il tentativo è fallito nel peggiore dei modi. Alla richiesta perentoria di Nazario Pagano (Forza Italia) di due assessorati su sei, gli altri tre, Giuseppe Bellachioma (Lega Salvini Abruzzo), Etel Sigismondi (Fratelli d’Italia) e Gianluca Zelli (Azione Politica) hanno risposto all’unisono con un secco no. Che ha spinto il coordinatore degli azzurri allo strappo immediato: Pagano ha abbandonato il tavolo. Gli altri hanno siglato un patto a tre che si riassume in quattro assessorati alla Lega, uno a Forza Italia e il sesto a Fratelli d’Italia o ad Azione Politica con quest’ultima favorita (è la proposta dominante fatta da Bellachioma). Ma c’è un’opzione due (fatta da Fratelli d’Italia): tre assessori al Carroccio, e gli altri tre a ciascuno degli alleati. Ma prima di comunicarlo al neo presidente, Marco Marsilio, c’è un passaggio intermedio fondamentale: Matteo Salvini e Giorgia Meloni, ieri notte, sono stati informati dai segretari regionali e oggi daranno il via libera all’una o all’altra ipotesi.
Per la seconda volta deve intervenire Roma per risolvere i contrasti in Abruzzo, com’è già accaduto per la scelta del candidato presidente risultata vincente. Ma facciamo un passo indietro, a quando, alle 19.30 di ieri, la riunione politica più importante del dopo voto è iniziata non a Pescara, com’era previsto, ma a Roseto, in casa Bellachioma (rientrato da Roma dopo un breve ricovero al Gemelli per un problema di salute subito superato). L’azionista di maggioranza della coalizione, per via del 28% raggiunto e i dieci consiglieri ottenuti, vanta un diritto di prelazione. Che si traduce – secondo il manuale Cencelli – in cinque poltrone: quattro assessori e il presidente del consiglio regionale. Agli altri tre restano due assessorati e lo “sgabello” del sottosegretario di giunta. Ma Pagano non ci sta e dice di poter vantare quattro consiglieri perché ai tre azzurri, Lorenzo Sospiri, Mauro Febbo e Umberto D’Annuntis, si aggiunge Marianna Scoccia, moglie di Andrea Gerolosimo, eletta in quota Udc-Dc-Idea, in virtù di un patto federativo già siglato a livello nazionale tra Antonio Tajani (Forza Italia) e Lorenzo Cesa (Udc). Un patto che nessuno dei tre alleati riconosce perché non è mai stato calato in Abruzzo dove, invece, vige l’accordo siglato tra la coalizione e il candidato presidente poi eletto. Pagano non cede. Gli altri neppure. Il tavolo si spacca e Marsilio è subito chiamato alla prima operazione di taglia e cuci.

