L’export salva la nostra economia

31 Agosto 2018

Nel 2017 le imprese della regione hanno esportato merci per 9 miliardi di euro

PESCARA. L’effetto Trump sui mercati internazionali, il possibile rischio di guerre commerciali, la recente crisi turca e l’aumento di episodi di violenza politica. Su quali Paesi e settori possono puntare le aziende abruzzesi per cogliere le opportunità offerte dai mercati internazionali? “Keep Calm & Made in Italy”, l’ultimo Rapporto Export a cura del Polo Sace Simest (gruppo Cdp) delinea, nonostante la presenza di diverse complessità, un quadro positivo per l’export italiano e abruzzese.
L’Abruzzo è la terza regione esportatrice del Mezzogiorno, con oltre 9 miliardi di beni esportati nel 2017 (+10,2%) e un buon potenziale di crescita aumentando la diversificazione delle destinazioni di riferimento. La crescita è trainato da settori tradizionali quali tessile e abbigliamento (+14%) e altra manifattura (+11,2%, in particolare arredamento e forniture mediche e dentistiche). Risultati importanti anche per il settore chimico (+11%) e farmaceutico, che nel 2017 ha triplicato il valore dei beni venduti all’estero. Il settore dei mezzi di trasporto – composto per l’89% dal comparto dell’automotive, settore di punta delle esportazioni abruzzesi – ha fatto registrare un +3,3% nel 2017, grazie alla forte crescita dell’export verso Francia, Germania e Spagna.
Nel 2017 si sono ulteriormente consolidate le partnership commerciali con le principali geografie di destinazione, ovvero Germania (+4,8%), Francia (+7,7%), Stati Uniti (più che raddoppiato l’export verso il Paese nordamericano) e Spagna (+15,2%). Questi Paesi rappresentano le prime 4 destinazioni per l’export dell’Abruzzo, coprendo più della metà dei beni esportati dalla regione. Il trend positivo è proseguito anche nel primo trimestre del 2018 (+7%). Si sono riconfermati i settori che hanno performato meglio nel 2017, specialmente tessile e abbigliamento (+20,9%) e chimica (+18%). Ottimi risultati anche per prodotti in metallo (+12,2%), gomma e plastica (+9,1%) e alimentari e bevande (+7,3%). A riconfermarsi sono anche i primi mercati di destinazione, grazie all’aumento delle esportazioni verso Germania, Francia, Stati Uniti e Spagna.
Oltre agli ottimi risultati delle esportazioni verso i principali mercati europei, l’export regionale potrà trovare buoni margini di crescita anche al di fuori delle destinazioni tradizionali. Sace Simest ha individuato, per ciascuno dei settori cardine dell’export regionale, diversi mercati emergenti che offriranno nei prossimi anni ottime opportunità alle imprese abruzzesi: le imprese operanti nel settore della meccanica strumentale potranno guardare ai mercati dell’area MENA, in particolare Arabia Saudita e Algeria; per gomma e plastica, buone potenzialità sono offerte da mercati europei in fase di sviluppo come Polonia e Romania, per i quali secondo le previsioni Sace Simest si attende nel 2018 una crescita rispettivamente dell’8,3% e del 6,8%. Altra destinazione europea da guardare con attenzione è la Repubblica Ceca, in particolare per i mezzi di trasporto, grazie all’impatto positivo sulla domanda di beni di investimento: nel Paese è attesa la crescita più rilevante tra le geografie europee emergenti (+8,1% nel 2018 e +7,1 medio annuo nel triennio successivo). Per lo stesso settore, un altro mercato appetibile sarà il Cile, dove l’export aumenterà a un ritmo del 5,9% nel 2018 e del 4,4% medio annuo nel periodo 2019-2021. Per il settore alimentari e bevande e per quello farmaceutico, invece, le imprese dovranno rivolgere lo sguardo verso mercati più avanzati, ovvero Stati Uniti e Asia, in particolare Giappone e Cina.