L’istituto tecnico superiore Ecco come trovi il lavoro

25 Febbraio 2016

In Abruzzo sono quattro, accolgono ciascuno non più di venti studenti per anno Il 90% di loro trova uno sbocco occupazionale dopo il triennio di studio

PESCARA. Nonostante siano attivi dal 2009, degli istituti tecnici superiori (Its), scuole di eccellenza post-diploma, poco si sa. Gli Its propongono percorsi a livello terziario non universitario che formano figure specialistiche di alto profilo di cui le aziende hanno bisogno e costituiscono il modello duale italiano: circa 1800 ore di formazione svolte con docenze che per il 50% provengono dal mondo del lavoro e che prevedono almeno il 30% di ore di tirocinio in azienda.

Se n’è parlato ieri mattina a Pescara, nella sala d’Annunzio dell’Aurum, in occasione dell’incontro intitolato “L’Its, una nuova opportunità per costruire futuro”, al quale hanno preso parte, tra gli altri, l’assessore regionale con delega al Diritto all’istruzione Marinella Sclocco, il direttore generale dell’Usr Abruzzo Ernesto Pellecchia, il dirigente del dipartimento Sviluppo Economico della Regione Carlo Amoroso e Gianni Orecchioni, del comitato scientifico del Miur, il ministero dell’Università e della ricerca scientifica.

E se gli Its sono dei semisconosciuti, in Abruzzo ce ne sono addirittura quattro, come è stato rimarcato nell’appuntamento di ieri. Un istituto tecnico superiore è infatti a Lanciano, e opera nell'ambito del sistema della Meccatronica; un altro è a Pescara, invece, ed è incentrato sulla Moda; a Teramo, poi, gli studi sono rivolti al comparto Agroalimentare; e, infine, un altro istituto tecnico superiore è a L'Aquila, dove hanno puntato sull’Efficienza energetica.

Ogni Its provinciale può accogliere fino a 20 alunni, i quali entrano col superamento di una prova selettiva. Tra i partner degli Its figurano la Regione Abruzzo, le Camere di Commercio, Confindustria e l'Ufficio scolastico regionale. «Frequentare un Its», ha spiegato ieri nell’incontro all’Aurum la responsabile del personale della Tiberina Sangro, Elisabetta Giangravè, «offre una serie di vantaggi in quanto rappresenta un miglioramento del livello di scolarizzazione, oltre a dare un taglio pragmatico alle proprie scelte. L’Its», ha aggiunto Giangravè, «aiuta a perseguire i propri obiettivi». Sul rapporto col territorio poi si è soffermata Daniela Allevi, insegnante di Chimica e tecnologia in un istituto tecnico e tutor d’aula presso l’Its dell’Aquila. «La nostra esperienza è positiva», ha fatto notare, «in quanto per la ricostruzione che è in corso per il post terremoto, si necessita dell’efficienza energetica. E i nostri ragazzi», ha aggiunto Allevi, «dopo il corso sono già “certificatori”, senza necessità di ulteriori esami». Dunque, un’alternativa alla laurea, gli Its, i quali, con 800 ore di corso, potrebbero aprire la strada verso un lavoro. Come ad esempio nell’automotive, visto che in Abruzzo, come è stato ricordato ieri, agiscono 200 imprese globalizzate in questo settore, oltre alla meccanica intesa come industria dell’auto, componentistica e engineering. Un comparto, questo, che produce 7 miliardi di fatturato.

Sempre ieri, intanto, è stato reso noto che ai quattro corsi già istituti negli Its, entro la fine dell’anno si potrebbe affiancare anche una scuola di tirocini, organizzata dal Polo della logistica Inoltra, coordinato da Emanuela Di Luca. Una nuova opportunità, quest’ultima, che potrebbe aprire delle nuove possibilità di lavoro nell’ambito della quella dei mobilità sostenibile, come trasporti civili portuali, relativamente al trasporto delle merci e dei passeggeri.

L’assessore alla Formazione Marinella Sclocco ha sottolineato i risultati in termini di occupazione: «Alla fine del triennio di studi», ha detto, « il 90 per cento dei ragazzi trova una collocazione lavorativa stabile. Evidentemente, unire le politiche di istruzione, formazione e lavoro con le strategie industriali si sta rivelando un fattore vincente». L'assessore Sclocco ha, inoltre, ricordato come, «finita la fase dello start-up, quella degli ITS in Abruzzo rappresenti ormai una realtà concreta». La sfida che si presenta all'orizzonte è ora quella dei poli professionali che rappresenterà una filiera formativa ancora più ampia e che, secondo l'assessore, «metterà insieme esperienze diverse in grado di saldare ancora meglio istruzione, formazione e lavoro».

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