L’umanesimo di Bagnasco e il ritorno alla vita autentica

MONTESILVANO. «Venendo qui in macchina e osservando il panorama, ho fatto una considerazione: ci vuol molta fede per non credere. Ci vuole molta più fede nel credere al caso, che non in Dio. E mi...
MONTESILVANO. «Venendo qui in macchina e osservando il panorama, ho fatto una considerazione: ci vuol molta fede per non credere. Ci vuole molta più fede nel credere al caso, che non in Dio. E mi chiedo: come si fa a non credere in Dio?». Non voleva immortalare una cartolina, ieri il presidente della Conferenza episcopale, Angelo Bagnasco, e chissà poi se si stava riferendo alla terra abruzzese, o ad un altro tratto della penisola. Fatto sta che l’intervento che nel pomeriggio il cardinale ha tenuto nell’hotel Adriatico, al convegno organizzato dalle undici diocesi di Abruzzo e Molise – in preparazione al convegno nazionale della Chiesa in programma a Firenze a novembre – è stato incentrato sull’ineludibilità della fede cristiana nelle società contemporanee.
Ad ascoltarlo, oltre al vescovo della diocesi di Pescara-Penne, Tommaso Valentinetti, che ha aperto l’incontro con una preghiera iniziale, e al vescovo di Avezzano, Pietro Santoro, circa quattrocento persone circa arrivate dalle due regioni.
Un appuntamento che, oltre all’intervento di Bagnasco, ha visto a una Lectio divina tenuta dalla biblista Rosalba Manes e una serata di festa nella quale sono state illustrate esperienze di «umanesimo praticato». Già, poiché ieri è stata la parola «umanesimo» il termine chiave del convegno, anche per via del titolo dell’intervento di Bagnasco, “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”, che sarà poi la traccia dell’incontro fiorentino. Un ritorno alla vita autentica, è stato il richiamo di Bagnasco, che ha osservato come le parrocchie, le associazioni siano forse «le uniche cose rimaste della vita aggregata, della vita d’insieme». Per poi citare Papa Francesco, a proposito del suo recente viaggio in Sud-Est asiatico: «Il Papa ha parlato di “colonizzazione ideologica” da parte dell’Occidente e questo accade, ad esempio, quando si tenta di approfittare del bisogno di un popolo, anche attraverso i bambini».
E le parole di Bagnasco sono state dure anche nei confronti dell’aborto, ormai considerato erroneamente un «diritto fondamentale. I giornali questo ripetono per impedire l’obiezione di coscienza». Riflessioni senza sconti, anche quando ha sottolineato che oggi «si discute della vita come di un qualcosa che deve essere a nostra disposizione. Si tratta di ideologie fanatiche e barbare che hanno svuotato l’Occidente». Infine il presidente della Cei ha annunciato le cinque parole che dovranno accompagnare verso il convegno di Firenze: uscire, annunciare, abitare, educare e trasfigurare. Il convegno si conclude oggi pomeriggio.
Vito de Luca
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