L’usura all’attacco delle imprese

Il pg Mennini: troppi “sovraindebitati” finiscono dagli strozzini
TERAMO. In Abruzzo è allarme usura, soprattutto per le piccole imprese che fanno sempre più fatica ad accedere al credito bancario. E'stato il nuovo procuratore generale della Corte d'Appello dell'Aquila, Pietro Mennini, a richiamare l'attenzione su un femoneno che è sì antico, ma che assume oggi contorni nuovi: non più (o non solo) il piccolo strozzino all'angolo del quartiere o il giocatore d'azzardo che si rovina facendosi prestare i soldi per pagare le perdite. Ma un'usura organizzata, delinquenziale, che spolpa piccoli imprenditori in affanno con le rate del mutuo. A volte è lo steso fornitore a "strozzare" il cliente con tassi assurdi, finendo con il rovinarlo.
Il problema, ha spiegato Mennini nel corso del Forum sulla legalità organizzato a Teramo da Unioncamere, è il progressivo impoverimento (e indebitamento) del ceto medio: chi non ha risparmi da parte e una buona rete famigliare che lo supporti, è candidato a finire nella rete dei malintenzionati. Anche perché, ha spiegato il pg, oggi si fatica a rimodulare il proprio tenore di vita secondo il proprio reddito reale, anche a causa di modelli di vita (dettati dalla pubblicità) che ti fanno sentire sminuito se non possiedi certi oggetti alla moda.
La situazione reale di molte persone, oggi, è che il loro reddito basta a malapena per coprire le scadenze debitorie: per sopravvivere devono cercare altro denaro, ma oggi le banche sono molto selettive e non accompagnano più il cliente nei momenti di difficoltà. «Bisogna intervenire sui fenomeni che creano il sovraindebitamento», ha concluso Mennini, «evitando che si continui a pensare che l'usura è solo un male necessario».
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