La “Brizio”, 15 anni senza lavori

23 Luglio 2016

E’ una delle vie più frequentate, ma è in condizioni di abbandono

L'AQUILA. Poco prima del bivio per la Conca degli Invalidi a oltre 2.500 metri di altitudine, proprio all'attacco per la via delle Creste, una piccola montagnetta di pietre dovrebbe segnalare che l'ingresso per la Brizio è preclusa. Dovrebbe: perché se non ci guardi non te ne accorgi e tiri dritto, verso quella intrigante via ferrata che fa da scorciatoia per il Corno Piccolo, chiusa da una quindicina di anni perché senza manutenzione. Siamo alla parete ovest del Gran Sasso, la via Brizio però è invitante perché da lì si può arrivare al Corno Piccolo senza salire al Passo del Cannone e dover poi riscendere. Quindici anni senza manutenzione sono un'eternità, anzi un'assurdità per gli alpinisti che vivono il Gran Sasso come pane quotidiano. E infatti in questi 15 anni ci sono saliti nonostante tutto in molti. Lo vedi da mucchi di cavi arrotolati e lasciati a pochi metri dall'imbocco del bivio sulla destra: forse servivano per il ripristino fai-da-te della ferrata. O da lunghe catene precarie che dovrebbero rafforzare alcuni passaggi dove i cavi preesistenti sono ormai arrugginiti e consumati. Lo vedi anche dai tasselli, che dovrebbero servire per i moschettoni o per eventuali corde di sicurezza: vengono via a una presa più insistente. Poco più avanti, laddove la Brizio cede il passo a passaggi più paretosi, spuntano scheletri di scalette storte e divelte fissate da qualche compassionevole con filo di rame, del tipo elettrico. Una scena da brivido, se si pensa che questa è stata una delle vie più frequentate. (m.g.)