La Cassazione proscioglie D’Alfonso e i costruttori

18 Giugno 2014

PESCARA. Era stata la seconda assoluzione, quella arrivata a distanza di due mesi dalla più pesante, l’uscita di scena dal processo per le presunte tangenti al Comune di Pescara. Il 4 aprile il...

PESCARA. Era stata la seconda assoluzione, quella arrivata a distanza di due mesi dalla più pesante, l’uscita di scena dal processo per le presunte tangenti al Comune di Pescara. Il 4 aprile il giudice per l’udienza preliminare Gianluca Sarandrea aveva prosciolto l’ex sindaco e neo presidente della Regione Luciano D’Alfonso dall’inchiesta chiamata Urbanistica, facendo uscire di scena anche le altre 16 persone. Ieri, la Cassazione ha rigettato il ricorso del pm Gennaro Varone e ha confermato il non luogo a procedere per tutti perché «il fatto non sussiste».

E’ diventato definitivo, così, il verdetto di proscioglimento per il presidente della Regione e anche per i numerosi imprenditori ed ex consiglieri comunali che erano finiti nell’inchiesta: Lorenzo Di Properzio, Michele D’Andrea, Guido Dezio, Licio Di Biase, Vincendo Dogali, Giuseppe Bruno, Alfio Sciarra, Giovanni Di Vincenzo, Franco Lamante, Ennio Chiavaroli, Gaetano Silveri, Nicandro Buono, Nicola Ferrara, Nicola Di Mascio, Alessandro Di Carlo e Franco Olivieri. La Cassazione ha spazzato via le accuse, ad esempio di corruzione e di concussione, e tolto le ombre da quei 22 accordi di programma che erano finiti sotto accusa. Quella dell’Urbanistica era stata la prima bufera che aveva coinvolto l’ex sindaco e ora presidente della Regione e il primo procedimento arrivato a un verdetto definitivo.

Deve essere ancora fissato, invece, l’appello per il processo più importante per il neo governatore, quello sulle presunte tangenti in Comune. D’Alfonso, insieme a tutti gli altri, è stato assolto in primo grado.

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