La Consulta boccia i Trabocchi ma Ombrina è comunque morta
PESCARA. «L'iter che riguarda l’impianto petrolifero offshore di Ombrina è chiuso e non può essere riproposto, poiché la legge lo vieta. Dovrebbe ricominciare tutto daccapo». È il commento di...
PESCARA. «L'iter che riguarda l’impianto petrolifero offshore di Ombrina è chiuso e non può essere riproposto, poiché la legge lo vieta. Dovrebbe ricominciare tutto daccapo». È il commento di Augusto De Sanctis, esponente del Forum dell'acqua, poche ore dopo la sentenza della Corte costituzionale che, con la sentenza numero 36, ha dichiarato illegittima la legge regionale 38 del 2015 sull’istituzione del Parco naturale regionale della Costa dei trabocchi.
Firmata da Pierpaolo Pietrucci e Luciano Monticelli del Pd e da Mario Mazzocca (Sel), la legge regionale in sostanza, secondo la Consulta, non aveva il potere di istituire il Parco perché, essendo quest’ultimo di fatto una riserva marina, sarebbe dovuta essere di competenza dello Stato. «Ma la sentenza è interessante», commenta ancora De Sanctis, «poiché ha in pratica stabilito che se la legge non fosse stata incentrata solo sul mare, ma avesse previsto anche una parte di terra, come territorio del parco, sarebbe stata legittima. E questa parte diciamo terrestre avrebbe dovuta avere una dimensione maggiore di quella marina».
Resta in piede la legge istitutiva del parco nazionale della Costa teatina. Rimasta sulla carta malgrado i 14 anni compiuti. Un ritardo denunciato di recente dal deputato Gianni Melilla (Si) che aveva preso spunto dalla risposta del ministro a una sua interrogazione.(v.d.l.)

