La Croazia smentisce lo stop alle trivelle

31 Ottobre 2015

«Solo rinviata la firma dei contratti per le concessioni». Il 6 novembre a Roma l’ok a Ombrina

ZAGABRIA. Il ministero degli Esteri croato ha smentito la notizia secondo cui la Croazia avrebbe rinunciato o sospeso i progetti di ricerca di petrolio e di gas nel Mare Adriatico. Il ministero ha chiarito la posizione ufficiale del governo croato in una nota all'agenzia di stampa Hina. Smentite dunque le dichiarazioni del delegato dell'ambasciata croata in Italia, Ilija Zelalic al convegno di mercoledì a Ortona. «Come già comunicato ufficialmente dai rappresentanti del governo», dice la nota, «la ricerca e lo sfruttamento degli idrocarburi in Adriatico non è sospesa, ma è stata solamente, per ora, rinviata la firma dei contratti per le concessioni». Il concorso per l'assegnazione dei campi per la ricerca e lo sfruttamento si era concluso a gennaio. Ma a luglio la Marathon Oil americana e la OMV, che avevano ottenuto la maggior parte dei campi, hanno riferito di aver rinunciato alla concessione, spiegando che potrebbero emergere problemi e controversie «a causa dell'irrisolta disputa sul confine marittimo tra la Croazia e il Montenegro». La stampa ha suggerito che forse la vera ragione è il forte calo del prezzo del petrolio, oppure valutazioni secondo cui nella parte orientale dell'Adriatico non ci sarebbero risorse ingenti. Il governo croato ha poi annunciato che la decisione definitiva e la firma dei contratti con gli altri concessionari, tra cui anche l'italiana Eni, sarà rinviata a dopo le elezioni, in programma l'8 novembre. Secondo la stampa, non è escluso che, data l'opposizione dell'opinione pubblica alle trivellazioni in Adriatico, il governo di Zagabria abbia invece del tutto rinunciato a portare avanti il progetto, ma non abbia voluto rendere pubblica la decisione per non apparire indeciso davanti a quella parte dell'elettorato che appoggia l'idea. Altre interpretazioni suggeriscono che le firme per le prime trivelle ci saranno, ma che si è voluto evitare che la questione diventi uno dei principali punti di scontro nella campagna elettorale.

Intanto il 9 novembre si terrà la Conferenza di servizi, che chiuderà, di fatto, il procedimento per il rilascio della concessione su Ombrina mare. Lo rivela sul suo blog il costituzionalista Enzo Di Salvatore, animatore del movimento No-Triv. «Il dirigente del Mise, responsabile dei lavori della Conferenza», scrive Di Salvatore, «ha, infatti, comunicato alla Regione Abruzzo che il 9 si adotterà comunque la decisione su Ombrina, a prescindere da quanto stabilito dalla legge regionale, che vieta le attività petrolifere entro le 12 miglia per il tratto di mare prospiciente la costa abruzzese. E questo perché, secondo il dirigente, la legge approvata sarebbe costituzionalmente illegittima».