La Finanza l’ha ascoltato come testimone sul crac De Nicola e il mutuo da 14 milioni

6 Maggio 2016

Roberto Sbrolli, ex direttore generale della Carichieti, è stato ascoltato dai finanzieri di Pescara come testimone nell’inchiesta sul crac De Nicola: a Sbrolli, la Finanza ha chiesto di ricostruire...

Roberto Sbrolli, ex direttore generale della Carichieti, è stato ascoltato dai finanzieri di Pescara come testimone nell’inchiesta sul crac De Nicola: a Sbrolli, la Finanza ha chiesto di ricostruire la pratica di un mutuo da oltre 14 milioni di euro concesso all’imprenditore Carmine De Nicola tra il 2007 e il 2008 quando la banca era guidata dall’allora direttore generale Francesco Di Tizio. Per il crac De Nicola, gli indagati sono 26. Tra questi, ci sono anche gli ex vertici della Carichieti, Di Tizio e Luigi De Vitis, già direttore della filiale di Pescara 6 (via Chieti): a Di Tizio, De Vitis e due ingegneri, Franco De Donatis, ex ufficiale dei carabinieri, e Massimo Rabottini è contestato il reato di bancarotta fraudolenta in concorso. Durante l’audizione, a Sbrolli è stato chiesto dei rapporti finanziari esistenti tra la Carichieti e De Nicola, imprenditore delle case di cura, delle scuole private e di una galassia di società immobiliari. Dopo l’esame di Sbrolli, l’indagine ha subito un’accelerazione ed è arrivata l’iscrizione sul registro degli indagati di Di Tizio, De Vitis, De Donatis e Rabottini. L’ipotesi della Finanza e della Procura di Pescara è che a De Nicola sia stato concesso un mutuo facile attraverso garanzie gonfiate. Nel 2015, però, la società che ha contratto il mutuo, la Sicof, è fallita: a De Nicola, al suo braccio destro Antonio Di Ianni e all’ex presidente della Provincia, il commercialista Guerino Testa, è contestato di aver distratto 14 milioni di euro dalla società.