La Germania si impegna per Fabrizia

Il portavoce della Merkel: «Sì ai risarcimenti». La madre della giovane uccisa a Berlino: «È un bene che qualcosa si muova»
SULMONA. L’appello è arrivato nella stanza di Angela Merkel e ieri il governo tedesco ha assicurato che verranno garantiti i diritti della famiglia di Fabrizia Di Lorenzo, la giovane rimasta vittima dell’attentato del 19 dicembre scorso al mercatino di Natale a Berlino.
Notizia che a 1.500 chilometri di distanza, nella villetta dei Di Lorenzo a Sulmona, è stata accolta con moderata soddisfazione.
«Non volevamo arrivare a tanto, sollevare una simile polemica», sottolinea Giovanna Frattaroli, la madre della ragazza uccisa dalla follia estremista dell’Isis, «ma mi fa piacere che vi sia questo interessamento. Abbiamo solo chiesto un po’ di giustizia e abbiamo sottolineato che non ci è piaciuta la freddezza della Germania su questa vicenda. È un bene che qualcosa si muova per la nostra Fabrizia».
È stato il portavoce della Merkel, Steffen Seibert, sollecitato sulle dure critiche rivolte dalla famiglia alla gestione complessiva della tragedia, a promettere l’impegno della Germania, affinché anche i parenti della 31enne di Sulmona abbiano almeno i dovuti risarcimenti dopo la tragedia che li ha colpiti. Seibert ha anche sottolineato che molte persone si sono occupate, intensamente e spesso anche volontariamente, dei familiari delle vittime dell’attentato. «Innanzitutto vorrei dire che il governo tedesco, e molte, moltissime persone, in Germania, provano il più profondo cordoglio, per questa giovane donna italiana, come per le altre vittime dell’attentato del mercatino di Natale di Berlino della Breitscheidplatz», sono state le parole di Seibert, «siamo addolorati insieme ai parenti e ai familiari per la loro perdita e per il loro dolore, che sappiamo incommensurabili. E devono sapere che sono nei nostri pensieri».
I genitori della ragazza di Sulmona hanno affermato di non avere diritto a un risarcimento, a meno che non venga modificata una legge del 1985, che esclude questa ipotesi per le vittime di crimini violenti, commessi «con un veicolo o con un rimorchio».
Su questo punto Seibert ha replicato: «C’è un fondo per le vittime degli attentati terroristici, esiste un aiuto forfettario immediato, possono esserci risarcimenti per le vittime della circolazione stradale, e ci sono prestazioni previste da una legge per i risarcimenti alle vittime», ha elencato. «C’è un’ampia gamma di prestazioni», ha aggiunto, «e naturalmente spetta al lato tedesco ogni impegno, per fare in modo di aiutare, e dare il necessario supporto ai parenti delle vittime all’estero, perché accedano a queste prestazioni, e questo sarà fatto anche con la famiglia italiana».
Il portavoce ha anche risposto ai rimproveri più amari per Berlino: la famiglia ha infatti descritto la mancanza di sensibilità degli interlocutori incontrati in Germania, descrivendo gli enti tedeschi come «insensibili, assenti, incapaci e male organizzati».
«Se qualcosa non ha funzionato bene nei primi giorni dopo l’attentato, e se si è data l’impressione di una mancanza di sensibilità, questo è certamente deplorevole, dal momento che la famiglia era già stata colpita da una situazione terribile», ha aggiunto Seibert, «vorrei però anche riferire che molte persone qui a Berlino, e più enti, anche volontari, si sono occupati a lungo e in modo intenso delle famiglie delle vittime. Il delegato alle vittime del Land di Berlino, il signor Weber, è stato anche con la famiglia italiana in stretto contatto. Prendiamo l’occasione di questo articolo per rivolgerci di nuovo a questa famiglia. Sappiano che il governo farà tutto ciò che è nelle sue possibilità, per fare in modo che i parenti ricevano tutte le prestazioni a loro dovute».
Sul caso è intervenuta anche Stefania Pezzopane, senatrice del Pd. «È molto positivo che il governo tedesco abbia sostenuto che garantirà i diritti dei familiari di Fabrizia Di Lorenzo», ha sottolineato, «il portavoce del governo tedesco ha anche deplorato il trattamento insensibile che ha lamentato la famiglia Di Lorenzo in Germania, nelle ore e nei giorni immediatamente successivi all’attentato. Ringraziamo le istituzioni del nostro Paese, alle quali mi ero appellata, per la sensibilità che hanno mostrato nel corso di questa drammatica vicenda. Per noi, per la comunità di Sulmona, è assolutamente importante che la Germania riconosca i caduti nell’attentato quali vittime del terrorismo e non di un incidente mortale».
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