La giunta smentisce il consiglio

27 Giugno 2015

Varata una delibera che accoglie la risoluzione di Abruzzo Civico

L’AQUILA. Sembrava una sconfitta, è diventata una vittoria piena per Abruzzo Civico la bocciatura in Consiglio regionale della risoluzione sul riconoscimento dei Poli d'Attrazione. Ieri la giunta regionale l’ha di fatto recepita smentendo il voto di parte della sua stessa maggioranza.

Nel provvedimento,«a seguito della risoluzione discussa in consiglio regionale e nell'ambito della strategia nazionale per le aree interne», la Giunta si impegna ad «attivare un confronto con il Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica per individuare procedure e strumenti amministrativi che consentano a Sulmona e Vasto di aumentare la capacità di attrazione di investimenti economici». Inoltre, per quanto attiene più propriamente alla sfera di azione diretta da parte della Regione, nel deliberato viene espressa la volontà di «determinare a sostegno delle due aree citate apposito programma di potenziamento territoriale, anche utilizzando risorse della nuova programmazione europea 2014/2020».

Nello specifico vengono previsti ulteriori tre milioni di euro per la valorizzazione dell'Abbazia Celestiniana ed un impegno per la messa in sicurezza di Palazzo D'Avalos della Città di Vasto.

«Per noi questo deliberato rappresenta un primo importante passo all'interno di quel confronto programmatico che Abruzzo Civico ha intavolato con il Presidente Luciano D'Alfonso», dicono i consiglieri regionali di Abruzzo Civico Andrea Gerosolimo e Mario Olivieri, «ci auguriamo, adesso, che gli impegni assunti siano al più presto realizzati nell'interesse delle città escluse ingiustamente dai Poli d'Attrazione». Per il coordinatore di Scelta Civica Giulio Borrelli «forse va superata quell’idea di maggioranza primaria che qualcuno ha lanciato. Ricordo che in zoologia le “primarie” remiganti sono le penne degli uccelli che si muovono nell’aria simili a remi, ma ricordo che senza le remiganti secondarie e terziarie, cioè senza tutte le altre penne, quello stesso uccello non riesce a volare».

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