La Lega riunisce i vertici per il dopo-Quaresimale

18 Febbraio 2020

Porte chiuse e telefoni muti per affrontare l’uscita del capogruppo in Regione E oggi a Pescara si riunisce il consiglio regionale. Sarà l’ultima seduta per Legnini

L’AQUILA . Riunione a porte chiuse, per la Lega, dopo il clamoroso annuncio di Pietro Quaresimale, l’ormai ex capogruppo regionale del Carroccio eletto nel collegio di Teramo, e forte di quasi 9mila preferenze, che ha deciso di lasciare il partito e approdare al gruppo misto. In attesa di ulteriori sviluppi.
Al suo posto, a ricoprire il ruolo di capogruppo, potrebbe essere chiamato Emiliano Di Matteo. Ieri il telefono di Quaresimale risultava irraggiungibile, nonostante i diversi tentativi di contattarlo. Irraggiungibili, o comunque muti, anche i telefoni di diversi maggiorenti abruzzesi della Lega, che devono rinserrare le file dopo la decisione dirompente di Quaresimale, dagli effetti ancora tutti da definire in termini di equilibri in seno alla coalizione di centrodestra. Un capogruppo (ex), stanco di «sottostare a decisioni terze che, talvolta, e in più occasioni», ha scritto. «Ho condiviso proprio per il dovuto spirito di corpo», che adesso evidentemente non basta più. Oggi il consiglio regionale si riunirà a Pescara, e bisognerà in qualche modo affrontare la questione.
Un’altra questione da affrontare sarà quella della nomina di Giovanni Legnini a commissario per la ricostruzione dei territori danneggiati dal sisma del 2016. Quella di oggi dovrebbe essere l’ultima volta di Legnini in Consiglio regionale, prima di assumere il nuovo incarico. Al suo entrerà l’aquilano Pierpaolo Pietrucci. «Spiegherò», ha detto ieri Legnini a Pineto, a margine dell’incontro con il ministro delle infrastrutture Paola De Micheli, «le ragioni che mi hanno indotto a fare questa scelta, non obbligatoria, ma credo doverosa dal mio punto di vista. Doverosa per il rispetto dell’incarico che mi è stato conferito, così complesso e delicato, per dedicare tutte le mie forze e le mie energie a quella finalità. Quella di far finalmente decollare la ricostruzione». Per Legnini ne va anche del «rispetto delle istituzioni, perché non sarebbe serio esercitarsi contemporaneamente in un ruolo di fatto di Governo, e di opposizione, avendo peraltro il presidente della Regione come vicecommissario. È una scelta che ho fatto da subito e compirò nei prossimi giorni».
Una scelta dovuta anche alle persone che da tre anni e mezzo fanno i conti con una ricostruzione difficile, un periodo di tempo, ha osservato Legnini, «che ha determinato senso di scoramento nelle popolazioni e nelle istituzioni locali, che dobbiamo contrastare. C’è solo un modo per farlo: produrre risultati. Sarà un ruolo molto complicato», ha concluso, «non soltanto perché ci sono tutti gli elementi di grave rallentamento che sono noti ed evidenti, ma anche per il tempo trascorso dall’evento sismico».
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