«La Leopolda in Comune» Il M5S presenta l’esposto

È polemica dopo la visita di Renzi a Pescara, la consigliera Marcozzi va dal prefetto «Appesi al municipio striscioni per il referendum, violate le norme sulla propaganda»
PESCARA. Due striscioni per il sì al referendum appesi al balcone del Comune di Pescara accanto alle bandiere dell’Italia e dell’Europa e poi «il palco, le luci da concerto e le proiezioni». La visita del premier Pd Matteo Renzi, giovedì scorso a Pescara, finisce al centro di un esposto del M5S: «Il consiglio comunale è stato trasformato in una Leopolda», accusa la consigliera regionale grillina Sara Marcozzi che ha segnalato il caso delle «norme violate» sulla propaganda elettorale al Co.re.com., all’Agcom e al prefetto di Pescara Francesco Provolo.
Serracchiani bis? E potrebbe ripetersi quello che è successo già a un altro esponente del Pd: Debora Serracchiani, presidente della Regione Friuli, è stata multata per un convegno-comizio a Udine. «Serracchiani è già stata multata per le stesse ragioni», dice Marcozzi, «dunque pare sia costume del Pd. Ricordo a chi governa Paese, Regione e città che non lo fa non solo per i sostenitori del sì, ma anche per quelli del no e per gli indecisi, ai quali le istituzioni dovrebbero garantire, perlomeno quando si presentano al pubblico nelle loro vesti istituzionali, imparzialità e corretta e completa informazione».
Il sindaco risponde. Il sindaco Pd Marco Alessandrini non ci sta a passare per un padrone di casa scorretto e ribatte così: «La visita di Renzi è stata un momento importante per Pescara e per l’Abruzzo. Una giornata in cui si è parlato di prospettive per la nostra città e per la regione, di investimenti e, infine, anche di referendum. Poi, c’è sempre chi vuole strumentalizzare tutto», dice il sindaco, «i grillini? Che andassero in procura se si divertono a farlo. Ma perché dobbiamo parlare di manifesti mentre noi siamo quelli che vogliono risolvere i problemi del Paese? Gli interventi di Renzi e della Regione vanno nel senso dei fatti per sfruttare al meglio le risorse che sono disponibili». E comunque, sottolinea Alessandrini, «non è il sindaco che si occupa dei manifesti in Comune».
M5S: troppe violazioni. Alla Marcozzi, però, non basta e chiede un intervento delle autorità: «Sarebbe lunga la serie di violazioni dell’articolo 9 della legge 22 febbraio 2000, commesse durante la visita di Renzi. L’evento denominato “le Ragioni del Sì” si è svolto alla presenza delle maggiori cariche istituzionali della Regione e dello Stato, all’interno dell’aula consiliare di Pescara», precisa Marcozzi «quindi in sede istituzionale. Probabilmente, avvalendosi anche di personale comunale e violando un’ulteriore norma. Anche l’allestimento, interno ed esterno del palazzo comunale, con Palco, luci da concerto, proiezione e affissioni esterne appaiono in totale violazione delle norme». Acerbo: noi oscurati. L’ex parlamentare di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo accusa il Tgr Rai che non avrebbe parlato dei mille in corteo per il no, in contemporea all’intervento di Renzi al Circus. Il cdr della testata replica che «sono stati due i servizi dedicati al corteo» e assicura che sono state rispettate le norme sulla par condicio. (p.l.)
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