«La linea? Prestare poco a molti»

10 Aprile 2016

Oggi la Bcc Abruzzese va in assemblea per il bilancio, parla il presidente Borgia

PESCARA. Sono più di tremila i soci della Bcc Abruzzese di Cappelle sul Tavo chiamati oggi in assemblea nel Grand Hotel Adriatico di Montesilvano. Quella del credito cooperativo si conferma una realtà in fermento che punta però a rimanere ben salda sul territorio. Ma cosa sta cambiando nel settore? Ne abbiamo parlato con Michele Borgia, presidente della Bcc Abruzzese.

Quali sono i numeri della banca che presiede?

«Circa 3.300 soci, 9 sportelli, 80 dipendenti, quasi 20 mila clienti di cui 4.200 finanziati: questi sono i più importanti risultati in termini di presenza e di risposta alle esigenze del territorio».

Cosa vi distingue dagli altri istituti sul territorio?

«In particolare la scelta di dare “poco a tanti e non tanto a pochi”, che ha portato a finanziare prevalentemente i piccoli operatori economici artigiani, cresciuti per numero ed importi del 14%, i commercianti, i professionisti e le famiglie, tutte categorie che hanno fatto registrare un importante incremento. Il totale dei prestiti erogati si è incrementato del 14,5%. Siamo orgogliosi di tale dato in quanto va in direzione perfettamente opposta a quello regionale, caratterizzato da un aumento dei finanziamenti alle imprese di maggiori dimensioni e da una riduzione dei finanziamenti erogati a quelle piccole».

Cresce la fiducia dei risparmiatori verso le Bcc?

«Sicuramente. Il grado di fiducia nei confronti della Bcc Abruzzese è in continua crescita, tanto che la raccolta diretta è aumentata di sette milioni raggiungendo i 332 milioni, circostanza anch’essa in controtendenza rispetto al dato regionale che ha visto i risparmiatori prediligere il risparmio gestito dei fondi comuni di investimento».

Il 6 aprile la riforma delle Bcc è diventata legge, cosa significa?

«Le singole Bcc, pur rimanendo titolari della propria licenza bancaria, sottoscriveranno un Patto di Coesione mediante il quale metteranno a fattor comune i punti di forza del movimento per fronteggiare le difficoltà delle singole Bcc. Di converso si dovrà costituire una holding dotata di un patrimonio non inferiore ad un miliardo di euro, tutto sottoscritto dalle Bcc».

Cosa cambierà?

«In linea di principio il percorso ideato dovrebbe essere funzionale al contenimento delle eventuali derive gestionali a livello periferico, essendo prevista la possibilità per la holding di intervenire sull'operato dei cda delle banche».

Come si è chiuso il bilancio 2015 della Bcc Abruzzese?

«In considerazione della situazione socio-economica dei nostri territori e del legame a doppia mandata che la nostra e le altre Bcc hanno storicamente avuto, dei costi connessi alla contribuzione al fondo Salva Banche per il salvataggio di altri istituti, alcuni dei quali nostri concorrenti diretti, e di altre sopravvenienze passive, siamo soddisfatti di aver potuto determinare un risultato d'esercizio positivo, di aver recuperato il secondo posto fra le Bcc in termini di prestiti e di aver ridotto l'afflusso di nuove partite anomale del 24% rispetto al 2014».

I segnali di una leggera ripresa economica ci sono?

«Sì, e sono individuabili in un incremento della richiesta di finanziamenti per credito al consumo del 12,5%, e di finanziamenti prevalentemente a medio-lungo termine del 14,5%. In quest'ultimo caso, l'ulteriore novità consiste nel fatto che non si tratta prevalentemente di richieste di ristrutturazioni di debiti pregressi, come accadeva in passato, ma di nuovi investimenti». (cr.re.)